Medio Oriente

Gaza, 18 morti dall’alba per raid israeliani. Israele ordina evacuazione di Gaza City

Sei palestinesi muoiono in un raid su tende di sfollati a Gaza. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha dichiarato che Israele “non ha alcuna intenzione di mantenere il controllo su Gaza nel lungo termine”

Una donna palestinese osserva mentre aspetta di ricevere cibo da una mensa di beneficenza, nel mezzo di una crisi alimentare, nella città di Gaza, il 14 luglio 2025. REUTERS/Mahmoud Issa, 2025.

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La difesa civile di Gaza ha fatto sapere che le forze israeliane hanno ucciso oggi almeno 18 persone, tra cui due donne colpite da colpi d’arma da fuoco vicino a un punto di distribuzione di aiuti. L’organizzazione riferisce anche di decine di feriti, la maggior parte dei quali a seguito di attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza settentrionale.

Un attacco ha colpito a Gaza City una tenda che ospitava sfollati palestinesi, uccidendo sei persone. Nella zona meridionale di Rafah, due donne sono state uccise dal fuoco israeliano vicino a un punto di distribuzione di aiuti, ha detto la difesa civile, aggiungendo che 13 persone sono rimaste ferite nell’attacco. Un filmato dell’Afp da Gaza City, mostra palestinesi alla ricerca di sopravvissuti tra le macerie di una casa colpita da un bombardamento che, secondo la Protezione Civile, ha causato la morte di cinque persone. Jihad Omar, che stava scavando a mani nude tra le rovine di cemento, ha detto di cercare due bambini. Nella stessa zona, il campo profughi di Al-Shati, sarebbe stato ucciso un leader di Hamas, Muhammad Faraj al-Ghoul, ex ministro del governo di Gaza.

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Contattato dall’Afp, l’esercito israeliano ha dichiarato che le sue forze avevano preso di mira “diversi membri di Hamas nella zona di Al-Shati”, senza fornire ulteriori dettagli. La Wafa aggiunge altri episodi alla cronaca di oggi, con un bilancio di 23 civili uccisi, citando fonti mediche. Tre civili sono stati uccisi in un attacco con drone vicino alla scuola Shaaban al-Rayyes, nel quartiere di Al-Tuffah, a est di Gaza City. Tra le macerie di un’abitazione nella stessa zona, già colpita ieri da aerei da guerra, vi sarebbero ancora 14 dispersi. A Rafah, nella striscia di Gaza meridionale, fonti locali hanno riferito che due donne sono state uccise a colpi d’arma da fuoco dalle forze israeliane nei pressi del centro di distribuzione degli aiuti umanitari israeliano-statunitense a ovest della città. Nel frattempo, sempre secondo la Wafa, un civile è stato ucciso in un attacco israeliano che ha colpito una tenda vicino alla scuola Jarar Al-Qudra, nella zona di Al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis.

Ordine di evacuazione

Le Idf hanno emesso un ordine di evacuazione per Gaza City e Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, affermando che ’’si stanno spostando verso ovest i combattimenti’’ contro Hamas. “Le Idf stanno operando nella zona con maggiore forza per annientare il nemico e le organizzazioni terroristiche. I combattimenti si stanno estendendo verso ovest, verso il centro città”, afferma il portavoce in lingua araba delle Idf, il colonnello Avichay Adraee, su X. L’avvertimento invita i civili palestinesi a dirigersi a sud, nella zona costiera di Mawasi.

Nella Striscia di Gaza, almeno sei palestinesi sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano che ha colpito un’area di tende per sfollati nel quartiere Remal, nella parte occidentale di Gaza City. Lo riferiscono fonti mediche dell’ospedale Al-Shifa.

Proprio su quest’ultimo punto è intervenuto il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, avvertendo che le operazioni umanitarie a Gaza sono sull’orlo del collasso per l’estrema carenza di carburante. In un comunicato congiunto, sette agenzie ONU hanno affermato che “il carburante è la spina dorsale della sopravvivenza a Gaza: alimenta ospedali, ambulanze, reti idriche e panifici. Senza rifornimenti costanti, 2,1 milioni di persone resteranno senza accesso a servizi vitali”.

Jeremy Diamond, corrispondente della CNN in Israele, ha denunciato di essere stato aggredito da coloni israeliani mentre stava documentando la situazione in Cisgiordania. “Il lunotto posteriore del nostro veicolo è stato rotto, ma siamo riusciti a fuggire illesi”, ha scritto su X. “Questo è solo un frammento della realtà che molti palestinesi affrontano quotidianamente”.

Sul fronte politico interno israeliano, il partito ultraortodosso Degel HaTorah ha annunciato il ritiro dei suoi deputati dalla coalizione guidata da Benjamin Netanyahu. Una decisione legata al mancato avanzamento di una proposta di legge per esentare gli studenti delle “yeshivot” - le scuole religiose ebraiche dedicate allo studio intensivo della Torah (la legge ebraica) e del Talmud - dal servizio militare.

In un’intervista a Euronews, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha cercato di rassicurare sull’orientamento strategico del Paese, dichiarando che Israele “non ha alcuna intenzione di mantenere il controllo su Gaza nel lungo termine”. Solo a maggio, Netanyahu aveva affermato che lo Stato ebraico avrebbe “preso il controllo di tutta Gaza” e rilanciato il cosiddetto “piano Trump”, che prevede il reinsediamento dei gazawi in altri Paesi.

Fonti Ue, monitoreremo accordo Ue-Israele su aiuti

I 27 hanno “preso nota” dell’accordo raggiunto con Israele dall’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas per aumentare il volume degli aiuti umanitari a Gaza ma hanno anche concordato che sarà necessario il “monitoraggio della sua attuazione”. Lo fa sapere all’ANSA una fonte diplomatica europea. Adesso ogni due settimane verrà consegnato un rapporto al Comitato di Politica e Sicurezza dell’Ue (Cops) e i ministri degli Esteri tireranno le somme al Consiglio informale di Copenaghen, a fine agosto. “Le opzioni di risposta elencate dal rapporto Kallas restano sul tavolo”, spiega la fonte aggiungendo che “nessuno” ha proposto di attivarle.

Nuove tensioni con la Siria

Si riaccendono le tensioni anche nel sud della Siria, dove l’esercito israeliano ha lanciato raid contro carri armati in avanzamento verso la provincia di Suwayda. L’area è teatro di scontri tra milizie druse, forze governative siriane e gruppi tribali. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, i combattimenti hanno causato circa 100 morti. Israele ha motivato l’intervento come misura preventiva per proteggere la comunità drusa, che si è rivolta più volte a Tel Aviv chiedendo sostegno.

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il ministro israeliano della Difesa Israel Katz hanno affermato di aver ordinato all’Idf di colpire le forze siriane “a seguito dell’attacco ai drusi in Siria”. Lo riporta il Times of Israel. Nella dichiarazione si afferma che all’Idf è stato ordinato di colpire “le forze del regime e le armi che sono state introdotte nella zona di Sweida”, cosa che Netanyahu e Katz affermano essere “contraria alla politica di smilitarizzazione decisa, che proibisce l’ingresso di forze e armi nella Siria meridionale che mettono in pericolo Israele”.

Infine, a Gerico, nella Cisgiordania occupata, le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato l’arresto di un uomo accusato di aver tentato di speronare un veicolo militare. I soldati hanno risposto sparando e bloccando il presunto attentatore, che è stato preso in custodia.

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