Giorgia Meloni «una leader bifronte»
Due documentari vedono l’Italia protagonista al Fifdh di Ginevra: uno sull’ambiguità del discorso politico della premier, l’altro sui camalli di Genova e sulla loro battaglia che da sindacale è diventata politica e intersezionale
di Lara Ricci
5' di lettura
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Tutto esaurito al Fifdh (Festival du film et forum international sur les droits humains) di Ginevra per l’anteprima mondiale di Le cas Meloni, il Caso Meloni, di Anna Bonalume e Jeremy Frey, un documentario francese che analizza l’ascesa alla presidenza del Consiglio italiano della rappresentante di un partito che ha origine nei movimenti neofascisti, per la prima volta dal dopoguerra.
Un film che sarà presto diffuso dalla televisione pubblica francese, mentre sul canale francotedesco Arte è disponibile proprio in questi giorni un altro documentario dedicato alla presidentessa del Consiglio: Giorgia Meloni et le clan des Goélands, di Barbara Conforti.
Il tema interessa molto la Francia - dove un’altra donna, Marine Le Pen, alla guida di un partito di estrema destra, il Rassemblement National (successore del Front National), è arrivata due volte al secondo turno delle presidenziali (tre volte se si aggiunge quella del padre, Jean Marie, nel 2002) - e anche il pubblico ginevrino, a giudicare dalla grande sala gremita che ha assistito anche al dibattito che ha seguito il documentario, in cui si discuteva della progressiva accettazione, della normalizzazione, delle logiche e dei discorsi neofascisti in Europa, dove l’indipendenza della giustizia e dei media, oltre che la libertà di manifestazione, sono sempre più minacciati.
Anna Bonalume, giornalista e docente universitaria di filosofia, ha deciso di tornare nel Paese in cui è nata per ripercorrere la storia, e soprattutto la narrazione, del “fenomeno Meloni” e per sottolinearne l’ambiguità.
Non parte perciò dalla Garbatella, quartiere popolare romano di cui Meloni ama dichiararsi originaria - anche il sito ufficiale della leader riporta che è nata alla Garbatella -, ma dal quartiere dove effettivamente è nata, un quartiere medio-borghese del Nord di Roma, come medio-borghese era la sua famiglia, legata al mondo dello spettacolo.









