La crisi

Giorgetti e Urso: «Rischio recessione se Hormuz resta chiuso». Salvini: «Stop al patto di stabilità»

I ministri dell’Economia e delle Imprese preoccupati se la situazione continuerà così sul fronte dell’energia e degli olii combustibili. Il vice premier Salvini: «Se la Ue non cambia il patto di stabilità faremo da soli».

di Redazione Roma

Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti ANSA

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Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, teme una situazione di recessione. Sabato 11 aprile, in occasione di un appuntamento a Castellanza (Como), il responsabile del Mef ai microfoni del Tg3 Lombardia ha spiegato, a proposito del patto di stabilità, che «la risposta della Commissione europea la conosciamo, la sappiamo benissimo: solo in presenza di grave recessione». «Temo che, se la situazione continuerà così sul fronte dell’energia e degli olii combustibili, la recessione arriverà. Temo».

Urso: rischio recessione in Europa se Hormuz chiuso

Sulla stessa linea il ministro delle Imprese Adolfo Urso. «Se dovesse perdurare il blocco dello stretto di Hormuz o si dovesse estendere a un blocco navale nell’intera area, comprendete tutti, che le conseguenze per l’economia globale, per l’economia europea e quindi italiana potrebbero essere più gravi del previsto e potrebbero portare anche a una recessione nel nostro continente», ha affermato a margine dell’apertura del Vinitaly a Verona, domenica 12 aprile.

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Governo insiste sulla sospensione del Patto

La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia, non a caso, già da giorni hanno lanciato l’allarme a Bruxelles, chiedendo una “sospensione del Patto di Stabilità”. Che darebbe margini, soprattutto ai Paesi con pochi spazi fiscali come l’Italia, di mettere in campo misure di emergenza per proteggere le imprese e soprattutto le famiglie dalle ondate di rincari. La materia è di quelle roventi, anche perché Roma deve anche trovare la strategia per mantenere gli impegni presi con la Nato, aumentando le spese per la difesa. Un tema complicato da fare digerire all’opinione pubblica, quello delle armi, e su cui già la Lega ha iniziato a esprimere i suoi dubbi.

Salvini: la Ue cambi il Patto di stabilità o lo faremo da soli

Il tema è stato rilanciato anche da Matteo Salvini. «La priorità è sbloccare le norme europee che ci impediscono di aiutare gli italiani in difficoltà, tutto il resto viene dopo - ha detto il vice premier parlando a un gazebo della Lega a Milano -. La cosa assurda è che ancora oggi, con le crisi in corso, Bruxelles permetta agli Stati di spendere miliardi per le armi, ma impedisca all’Italia di spendere altrettanti soldi per aiutare chi non ce la fa. O lo cambiano sto patto di stabilità oppure, se continueranno a non sentirci, faremo da soli».

L’incognita dell’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo

Il governo aveva già nelle scorse settimane iniziato ad affrontare la questione. Giorgetti stesso aveva fatto una “relazione” ai colleghi e alla premier in una riunione ad hoc per iniziare a disegnare il nuovo Documento di finanza pubblica, che si sta preparando con l’altra incognita dell’uscita, o meno, dell’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo. L’ultima parola la dirà Eurostat il 22 aprile e solo dopo, con ogni probabilità, il governo varerà il documento che dovrà passare dall’esame delle Camere come con il vecchio Def. Col Pil in frenata, il Pnrr che sta per finire, e i rincari che nonostante gli sforzi non si riesce a fermare, sono molti i dossier spinosi che Meloni si trova sul tavolo.

Sulla crisi è intervenuto nelle ultime ore anche il presidente dell’Abi Antonio Patuelli che ha suggerito «un nuovo Pnrr per reagire» e una semplificazione urgente «anche delle procedure per produrre energia pulita».

Descalzi: per jet fuel situazione più critica

«Il jet fuel è la parte più critica: l’Europa ha un gap e deve importare il 35% del jet fuel e bisogna capire come lo si trova e a che prezzi». Lo ha detto il ceo di Eni, Claudio Descalzi, a margine della sua partecipazione alla Scuola di Formazione politica della Lega. Il manager vede meno problemi in questa fase «per le benzine, per il greggio anche se bisogna avere le raffinerie per processarlo mentre per il diesel-gasolio bisogna competere con altre aree. Spero che questo problema sia così importante a livello mondiale che porti tutti a più miti consigli».

Cattaneo: rischio carenza elettricità se non investiamo per aumento generazione

«Dobbiamo fare un grande bagno di realtà perché nessuno investe più in impianti nuovi e nelle manutenzioni straordinarie. Tutto questo porterà a una grave crisi di mancanza di energia elettrica. Bisogna aumentare la generazione e farlo laddove serve». Lo ha detto il ceo di Enel Flavio Cattaneo nel suo intervento alla Scuola di Formazione politica della Lega a Palazzo Rospigliosi. Cattaneo ha aggiunto: «Importiamo l’energia prodotta dal nucleare francese che prima o poi dovrà fare manutenzione. In prospettiva consumeremo di più, ad esempio per i data center, e se non partiamo in anticipo con il nucleare rischiamo di arrivare con il fiato corto».

Carburanti: Tajani, abbiamo riserve gas fino a fine prossimo inverno

«Siamo preoccupati per il prezzo del petrolio e dei carburanti ma anche per il traffico aereo e per i fertilizzanti, per la nostra agricoltura e pure per il continente africano. Per il gas possiamo stare tranquilli, abbiamo riserve fino alla fine del prossimo inverno quindi possiamo stare sicuri». Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il suo intervento all’inaugurazione del Vinitaly 2026 attualmente in corso.

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