Design e imprenditorialità

Giorgetti potenzia i negozi monomarca per integrare arte e cultura

Esportazioni recordPer l’85% del fatturato

di Marco Barlassina

La sedia Kumiki realizzata tramite incastri

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Assicurarsi che le turbolenze esterne non condizionino la visione strategica di lungo termine. E’ l’imperativo per il 2026 di Giorgetti, azienda presente in 120 mercati nel mondo e che genera l’85% del fatturato dall’export.

«Nel 2025 il bilanciamento tra i canali residential e contract, insieme a un assetto geografico diversificato, ci ha permesso di reagire in modo più che adeguato agli shock», spiega il ceo Giovanni del Vecchio anticipando una chiusura d’anno sostanzialmente in linea con i risultati dell’esercizio precedente.

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Per mantenere il focus strategico, Giorgetti punta a consolidarsi sempre di più come brand di lifestyle oltre il perimetro del design inteso come prodotto, attraverso la creazione di un’esperienza immersiva e completa, capace di abbracciare l’intero progetto abitativo. Anche grazie al potenziamento del retail monomarca globale e a una comunicazione localizzata che integra design, arte e cultura nei punti vendita.

«Queste direttrici confermano la nostra tabella di marcia, che prevede entro fine anno le aperture dei monomarca a Dubai, Riyadh e in Asia», dice ancora del Vecchio, che aggiunge: «Alla Design Week, implementeremo azioni coerenti con questa visione». Ad esempio valorizzando l’eccellenza manifatturiera, come nel caso della nuova collezione di sedute Kumiki realizzata esclusivamente tramite incastri, priva di componenti metalliche e capace di superare i più severi test di resistenza; oppure reinterpretando pezzi storici con designer contemporanei; o infine con la contaminazione culturale, portando il design in un contesto come il Teatro Manzoni.

Per Giorgetti si tratta anche del primo Salone dopo il cambio dell’assetto azionario avvenuto nel settembre scorso con l’ingresso di Solida Capital, Alsara Investment Group e Vivium. «Abbiamo avuto la fortuna di incontrare tre imprenditori già profondamente innamorati del nostro marchio, oltre che clienti affezionati», spiega del Vecchio. «Condividono con noi la passione per il “bello e ben fatto”, l’amore per l’artigianalità e la centralità del dettaglio che ci contraddistingue. Inoltre i loro core business sono orientati all’alto di gamma e all’approccio esperienziale. Questa sintonia ci permetterà di dare ulteriore accelerazione alla nostra strategia».

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