Giappone e Stati Uniti intervengono a sostegno dello yen
Annuncio da Tokyo: non esiteremo a ripeterlo. Il Giappone prevede inoltre di avvalersi in futuro della struttura ’FIMA Repo Facility’ della Federal Reserve
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Intervento congiunto di Stati Uniti e Giappone sul mercato dei cambi per sostenere la valutazione dello yen. L’intervento, molto raro, è stato confermato oggi da Tokyo. Venerdì scorso «il Ministero delle Finanze giapponese ha acquistato yen in coordinamento con il Dipartimento del Tesoro statunitense.
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Tale azione congiunta è stata intrapresa in conformità con la dichiarazione congiunta dei ministri delle finanze di Giappone e Stati Uniti rilasciata nel settembre 2025, al fine di contrastare l’eccessiva volatilità e i movimenti disordinati dello yen registrati negli ultimi mesi» ha affermato il Ministro delle Finanze nipponico Satsuki Katayama in una nota.
Il ministero delle Finanze giapponese mantiene alta l’attenzione e resta in stretto contatto con le controparti del Tesoro statunitense. «Non esiteremo a effettuare ulteriori interventi congiunti.
Il Giappone prevede inoltre di avvalersi in futuro della struttura FIMA Repo Facility (Foreign and International Monetary Authorities Repo Facility) della Federal Reserve».
L’intervento sullo yen, spesi fino a 37 miliardi di euro
L’intervento sullo yen, spesi fino a 37 miliardi di euroIn questo contesto di aumento della spesa pubblica, pochi giorni fa le autorità giapponesi erano intervenute sul mercato valutario, acquistando yen e vendendo dollari, dopo che la moneta nipponica era scivolata al livello più debole degli ultimi 39 anni, fino a sfiorare quota 164 sul biglietto verde. Secondo stime basate sui dati della Banca del Giappone (BoJ), l’ammontare dell’operazione si aggirerebbe tra i 6.000 e i 7.000 miliardi di yen, pari a circa 32-37 miliardi di euro. Si tratta del primo intervento diretto da quello effettuato tra aprile e maggio, quando Tokyo aveva speso una cifra record di 11.700 miliardi di yen. Anche in questo caso, la mossa ha avuto l’appoggio di Washington: il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha definito lo yen «molto sottovalutato», rimarcando che una volatilità eccessiva «non è salutare» per i mercati. In questo scenario, nella notte tra giovedì e venerdì in circa 50 minuti la valuta giapponese ha toccato quota 157,80 sul dollaro, prima di tornare a indebolirsi in Asia. La ministra delle Finanze, Satsuki Katayama, non ha confermato l’intervento ma ha assicurato «massima vigilanza».







