Il budget extra compilato per l'anno fiscale appena iniziato è di 16.800 miliardi di yen: sarà finanziato con altri 14.500 miliardi di yen in bond ordinari e per altri 2.300 miliardi da obbligazioni di scopo (“construction bond”).
In totale, i bond di nuova emissione straordinaria raggiungeranno i 18.200
miliardi di yen, portando il totale annuale al record da 5 anni di 147mila miliardi di yen.
Provvedimenti parziali.
Scatta dunque da oggi l'emergenza dichiarata per sette prefetture giapponesi, che durera' almeno fino al 6 maggio, ossia fine alla fine della tradizionale “Golden Week” a cavallo tra aprile e maggio che di solito segna un picco della stagione turistica. Oltre alla capitale, il provvedimento riguarda le sue province limitrofe di Kanagawa (Yokohama), Chiba e Saitama, oltre all'area metropolitana di Osaka e Kobe e quella di Fukuoka.
Resta fuori la provincia di Aichi, imperniata sul capoluogo Nagoya: un'area molto industrializzata, centro dell'industria automobilistica tecnologica , due le fabbriche dovrebbero rimanere per lo piu' aperte. Una circostanza che dimostra la persistente preoccupazione del governo di trovare un bilanciamento tra necessità di contenere l'epidemia ed esigenza di non mettere in ginocchio l'economia nazionale. Peraltro vari esperti criticano la decisione di proclamare una emergenza parziale: se è vero che non tutte le prefetture hanno dichiarato casi di contagio, a Nagoya se ne sono riscontrati oltre 200. Il rischio è che si rafforzi un fenomeno di mobilita' tra prefetture.
Chiusure “leggere”.
In ogni caso i “lockdown” saranno parziali e leggeri. I treni continueranno a circolare e resteranno aperti i servizi essenziali e le industrie strategiche. Tocchera' ai singoli governatori delle prefetture stabilirne i termini: la titolare del governo metropolitano di Tokyo, Yuriko Koike, appare su una linea piu' rigorosa di quella del premier. In ogni caso, la Costituzione impedisce l'introduzione di ordini tassativi e sanzionati penalmente che restringano le libertà personali: ci potranno essere direttive e richieste (che secondo i costumi sociali dovrebbero essere ampiamente rispettate), alle quali si aggiungeranno una serie di poteri alle autorità locali per la gestione della crisi. Un nuovo team economico e' diventato lunedi' operativo presso la National Security Agency.
“Fuga da Tokyo”?
Come successo a Milano, Parigi e Atene, nell'imminenza della dichiarazione di emergenza anche in Giappone si registra il fenomeno del tentativo di fuga di non pochi abitanti delle metropoli verso aree rurali e turistiche. Un piccolo esodo che preoccupa le autorità giapponesi, sia centrali sia periferiche, per il rischio che il contagio si diffonda per tutto il Paese e in aree dalle strutture ospedaliere poco attrezzate (oltre che con popolazione locale ancora piu' anziana della media). Se ne è già fatto interprete il governatore della provincia di Nagano, meta privilegiata di weekend e seconde abitazioni per gli abitanti della capitale. Su twitter ha cominciato a impazzare l'hashtag “Fuga da Tokyo”, peraltro con molti commenti che invitano i residenti delle metropoli a non disperdersi per il Paese. Cosi' è stato deciso di raccomandare ai residenti delle prefetture interessate dalla dichiarazione di emergenza di non muoversi verso altre prefetture se non per motivi fondati.
Abe aveva detto ieri anche che intende portare a 20mila l'attuale capacita' di effettuare test su scala giornaliera. Poco piu' di 40mila persone sono state finora sottoposte a test, di cui un decimo a Tokyo: parecchi esperti paventano una esplosione di contagi e criticano il governo per un approccio che si presta al sospetto di aver minimizzato ad arte il problema per vari motivi: tentativo di salvare le Olimpiadi 2020, inflessibilita' e incertezze burocratiche, priorita' assegnata alle esigenze dell'economia e mere speranze di sfuggire alla tempesta.
Recessione sicura
Sfumata la spinta attesa dalle Olimpiadi 2020, crollato il turismo esteso che era stato ipotizzato in aumento a oltre 40 milioni di visitatori dai 32 dell'anno scorso, ora il combinato disposto tra riduzione dei consumi interni e calo della domanda estera dovrebbe aggravare e prolungare la recessione: gli esperti di Citi stima che l'emergenza “portera' a una contrazione del Pil di quasi il 20% annualizzato nel trimestre aprile-giugno”, il che farà si che il 2020 registrerà un arretramento del 4,7%. Altre previsioni sono ancora piu' severe sul piano annuale. Gli analisti di Goldman Sachs pronosticano che un mese di “lockdown” a Tokyo provocherà un crollo del 40% dei consumi nell'area metropolitana, con un effetto domino in grado di togliere 0,7% alla crescita economica nazionale.