Giacomo Agostini, la leggenda della moto azzurra (prima di Rossi e Bagnaia)
Una carrellata di campioni dello sport italiano che hanno appassionato generazioni di tifosi e che hanno lasciato il segno fino ad oggi
di Dario Ceccarelli
6' di lettura
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Dici Giacomo Agostini e hai già detto tutto. Non c’è molto da spiegare. Agostini è Agostini. Era già un Mito consolidato del motociclismo italiano e mondiale ma, dopo la straordinaria impresa di Francesco Bagnaia, campione del mondo di Moto Gp su Ducati, ora Agostini è tornato prepotentemente alla ribalta.
Sia per l'invidiabile scioltezza con cui porta i suoi 80 anni, sia perchè fino all’exploit di Bagnaia era stato l’ultimo pilota italiano a vincere con una moto italiana - la MV Agusta - il titolo mondiale nel 1972.
Quanto tempo. Mezzo secolo per la precisione. Al cinema stava uscendo il Padrino con Marlon Brando e in America scoppiava il caso Watergate che porterà alla dimissioni del presidente Richard Nixon. Tempi burrascosi anche in Italia, dove il terrorismo, con l’agguato mortale al commissario Calabresi. non dava tregua.
Ma Giacomo Agostini, in quell’Italia che va in ferie con la Fiat 127, è già da tempo una leggenda. Il suo primo mondiale, sempre in sella a una Mv, l’aveva già vinto nel 1966 trionfando proprio a Monza davanti ai suoi tifosi in delirio. «Ero così frastornato», racconta oggi Ago «che soltanto il giorno dopo, leggendo i giornali, mi resi conto dell’accaduto: avevo 24 anni ed ero campione del mondo».
Solo quattro anni prima Giacomo aveva esordito con una Morini Settebello alla cronoscalata Trento-Monte Bondone.











