Banga (World Bank): «Jobs for young people is the best way to eliminate poverty in developing countries»
di Gianluca Di Donfrancesco
di Vera Viola
3' di lettura
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Per resistere agli eventi drammatici degli ultimi anni è necessario essere pronti al cambiamento e farlo rapidamente. Ne sono convinti a Marcianise, nel quartiere generale del gruppo Getra della famiglia Zigon. L’azienda, che produce trasformatori elettrici di grande e media potenza e sistemi di interconnessione delle reti di alta tensione, è una “multinazionali tascabile” che negli anni ha fatto passi da gigante, crescendo e internazionalizzando a ritmo sostenuto. E che oggi è investita in pieno da opportunità e ostacoli dettati da un mondo alle prese con situazioni imprevedibili: prima la pandemia, poi la crisi energetica e delle materie prime, esasperate dalla guerra in Ucraina.
Nel 2020 e poi nel 2021, in piena pandemia, il Gruppo ha continuato a investire nella innovazione di processo: le tecnologie 4.0 oggi governano il processo produttivo in presa diretta con l’area progettazione, attraverso l’utilizzo di software sofisticati e innovativi. Ma negli ultimi anni c’è stato anche altro: l’azienda ha allestito una nuova linea meccanica, proprio presso lo stabilimento Getra Power di Marcianise, realizzando un investimento di circa 5 milioni. Obiettivo: internalizzare la produzione dei componenti fino ad allora affidati a imprese esterne in Italia e all’estero.
La vecchia organizzazione non consentiva di sfruttare tutte le potenzialità dei sistemi software utilizzati in house, non essendo possibile l’interfacciamento diretto con il macchinario che operava. Oggi, invece, lo studio e la progettazione delle carpenterie per trasformatori di potenza è interamente realizzato dal gruppo Getra all’interno del proprio ufficio ingegneria mediante l’utilizzo di software avanzati di calcolo strutturale 3D e sistemi ad elementi finiti. Una delle caratteristiche più innovative di tali software è quella di potersi interfacciare direttamente con i sistemi di produzione per una “messa in opera” del progetto attraverso l’interconnessione di tutti i macchinari con i sistemi informatici.
In prospettiva c’è la realizzazione di un polo della componentistica che si sviluppi dalla evoluzione della nuova linea meccanica come terzo stabilimento del gruppo in Campania.
«Lavoriamo in un settore coinvolto appieno nella transizione energetica – spiega il presidente del gruppo Marco Zigon – Anzi il settore energetico è precursore in questo campo. Noi che siamo partner delle principali utility e dei più importanti contractor in Italia e nel mondo operanti nel settore della produzione e distribuzione elettrica, dobbiamo necessariamente adeguarci. In che modo? Una delle cose da fare è accorciare la rete di fornitura e riorganizzare la supply chain per diversi motivi». Indica le ragioni: «L’Europa intera è molto impegnata nella transizione energetica che impone investimenti per ridurre l’impronta di carbonio, anche investendo sulla efficienza interna. Pensiamo che questo obiettivo si persegua per ora con più automazione e controllo».