Le elezioni tedesche

Germania, elezioni: Afd supera il 20% e Merz allentamento dei limiti sul debito pubblico

I cristianodemocratici sono il primo partito, ma sotto al 30%. Sotto la soglia di sbarramento del 5% i Liberali e Lindner lascia la politica. Fuori anche l’Alleanza Sahra Wagenknecht. Miracolo Linke: sfiora il 9%. Il futuro cancelliere Merz: «Subito un Governo stabile». Scholz: «Non guiderò i negoziati di coalizione per la Spd». La partecipazione al voto è la più alta dalla riunificazione

dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato il 24 febbraio, ore 8:06

Il leader della Cdu-Csu Friedrich Merz (al centro della foto) al quartier generale del partito a Berlino (AP)

5' di lettura

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La Cdu-Csu è al 28,5%, Alternative für Deutschland è al 20,8%: questi i risultati definitivi del voto in Germania del 23 febbraio. La Spd è al 16,4%, il peggior risultato in una elezione parlamentare del dopoguerra. I Verdi sono all’11,6%. Sfiora il 9% Die Linke, che a Berlino arriva al 20% ed è il primo partito. A gennaio era solo al 3% nei sondaggi. I Liberali (Fdp) si fermano al 4,3%, mancano la soglia di sbarramento del 5% e sono fuori dal Bundestag. Stesso verdetto per l’Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw), esclusa per un soffio (4,97%).

Afd raddoppia

Alternative für Deutschland raddoppia i voti presi nel 2021 e vede il suo peso nella Camera bassa aumentare di molto, con 152 seggi. Un chiaro successo, ma senza sfondare rispetto alle previsioni della vigilia. Nei Länder orientali (13 milioni di abitanti), si avvicina al 35% ed è il primo partito. Sfiora il 39% in Turingia, dove è classificato come estremista di destra dall’Ufficio per la protezione della Costituzione. Come in Sassonia, dove supera il 37%. Nei Länder occidentali sale al 17%, testa a testa con la Spd e dietro solo alla Cdu. A Berlino è al 15%.

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Merz: costruiremo una Große Koalition

I risultati sono in linea con i sondaggi preelettorali, con la Spd comunque meglio dei pronostici e la Cdu-Csu un po’ peggio. Diventa possibile una coalizione a due (nero-rossa), tutt’altro che scontata prima del voto, come ha detto anche Friedrich Merz lunedì: «Abbiamo un chiaro mandato e costruiremo una Große Koalition. I colloqui inizieranno nei prossimi giorni», ha spiegato.

La Cdu-Csu ha 208 seggi. I socialdemocratici 120. Insime arriverebbero a 328 seggi, una manciata in più dei 316 necessari (su 630 totali). I Verdi hanno 85 seggi. Die Linke 64. Un seggio va a Ssw, il partito del Sud Schleswig. Afd e Linke hanno insieme un terzo dei seggi, la minoranza di blocco sufficiente a fermare le modifiche alla Costituzione, come l’allentamento del freno al debito. Linke vuole abbandonarlo, ma si oppone a nuovo debito per finanziare la difesa.

«La cosa più importante è creare un Governo stabile il prima possibile. Il mondo là fuori non ci aspetta», ha dichiarato trionfante Friedrich Merz, leader della Cdu-Csu.

Merz ha indicato di voler esplorare la possibilità di allentare i limiti sul debito pubblico già nel Parlamento uscente, che resta insediato fino al 24 marzo. «Il Bundestag tedesco è in grado di prendere decisioni in qualsiasi momento».

Olaf Scholz, cancelliere uscente, si è assunto «la responsabilità dell’amara sconfitta». In una tavola rotonda post-elettorale trasmessa dalle emittenti pubbliche, si è sfilato da colloqui di coalizione con i crstianodemocratici: «Non rappresenterò la Spd in un Governo guidato dalla Cdu, né condurrò i negoziati. Qualcun altro dovrà farlo. In ogni caso, io non sono disponibile per questo».

Markus Soeder, primo ministro della Baviera e leader della Csu (partito gemello della Cdu), ha ribadito il veto a una coalizione con i Verdi, il cui leader, Robert Habeck, ha annunciato che si dimetterà dalla guida del partito.

L’ex ministro delle Finanze e leader della Fdp, Christian Lindner, ha annunciato il ritiro dalla politica.

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Le politiche del 2021

Nelle politiche del 2021, la Spd aveva conquistato la maggioranza relativa, con il 25,7% dei voti. La Cdu-Csu si era fermata al 24,1%, maggior partito di opposizione. Poi i Verdi, con il 14,8%, e i Liberali, all’11,5%. Spd, Verdi e Fdp avevano poi dato vita alla coalizione Semaforo (dal colore dei tre partiti, rosso, verde e giallo). Afd aveva ottenuto il 10,3%. Die Linke era rimasta sotto la soglia di sbarramento, ma era entrata nel Bundestag grazie ai mandati diretti.

Nelle ultime elezioni europee, di giugno 2024, la Spd era già crollata al 13,9%, nettamente superata dalla Cdu-Csu, che aveva raggiunto il 30% delle preferenze. I socialdemocratici erano stati staccati anche da Afd, secondo partito in Germania con il 15,9%. I Verdi si erano fermati all’11,9%. L’appena nata Alleanza Sahra Wagenknecht era stata in grado di ottenere il 6,2%. Fondata dopo la scissione di gennaio 2024 dalla Linke, ne aveva inizialmente fagocitato i voti, lasciando il partito della sinistra al 2,7%. La Fdp era già in crisi netta, con il 5,2%.

L’affluenza

Si profila la più alta partecipazione al voto dalla riunificazione, con l’83% circa degli aventi diritto alle urne. Alle 14 aveva già votato il 52%. Nel 2021 l’affluenza era stata del 76,4%. Nel 2017 il 76,2%.

Dieci giorni prima del voto, circa il 13% degli elettori era ancora incerto su chi votare e un altro 18% non era sicuro di votare o non intendeva farlo, secondo un sondaggio per l’emittente pubblica Ard. Il 69% aveva invece già scelto.

Oltre 59 milioni le persone chiamate alle urne. Il 42% ha più di 60 anni. Meno del 27% ha tra i 18 e i 40 anni.

Secondo l’Ufficio federale di statistica Destatis, oltre sette milioni di persone con una «storia di immigrazione» alle spalle hanno diritto di voto. Sono figli di genitori entrambi «immigrati in Germania dal 1950» o sono loro stessi immigrati. Un gruppo di elettori in crescita da anni. Per il 40% hanno legami con Paesi Ue, per il 25% con Paesi del Nord Africa e Turchia e il 12% con l’ex Unione Sovietica.

Il miracolo Linke

Quello della Linke somiglia a un miracolo. Energizzata dalla giovane leader Heidi Reichinnek, la sinistra è stata protagonista di un recupero prodigioso. A Berlino è il partito più forte, con il 19,9% dei secondi voti (quelli che contano per la ripartizione dei seggi), davanti a Cdu, Verdi, Afd, Spd e Bsw. La sinistra ha così quasi raddoppiato i voti nella capitale tedesca rispetto alle elezioni del 2021. Non aveva mai vinto un’elezione federale a Berlino.

Se su scala nazionale sfiora il 9% e conquista 64 seggi, nei Länder orientali va oltre il 13% e supera la Spd. La Linke è riuscita a fermare l’emorragia di voti verso Bsw, nata a gennaio 2024 da una scissione dal partito, e ha di certo beneficiato della mobilitazione elettorale che ha portato all’affluenza record.

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In una campagna dominata dal tema della stretta sull’immigrazione, ha tenuto una posizione radicalmente opposta. L’appassionato discorso di Reichinnek al Bundestag, contro l’apertura di fatto della Cdu ai voti di Afd sul tema, è diventato virale: “regina Heidi”, come la chiamano i suoi sostenitori, ha oltre 40mila follower su X e più di mezzo milione su TikTok. Le hanno chiesto se crede ai miracoli. La sua risposta è stata: «Non devo credere nei miracoli, li sto vivendo».

Trump: «Merito mio»

Quasi non fa più notizia: a poche ore dalla chiusura dei seggi Elon Musk ha di nuovo invitato i tedeschi a votare Afd. Sulla sua piattaforma X ha scritto «Sì», in risposta a un post di un utente che recitava: «Germania. Andate alle urne e votate per Afd. La vostra vita dipende da questo». Un endorsement ribadito più volte nelle ultime settimane.Il presidente Usa, Donald Trump, prova a prendersi il merito dei risultati elettorali: «Sembra - ha dichiarato in un post sul social Truth - che il partito conservatore in Germania abbia vinto alla grande. Come negli Usa, anche i tedeschi sono stanchi della politica senza senso, soprattutto sull’energia e sull’immigrazione, che ha prevalso per molti anni. Questa è una grande giornata per la Germania e per gli Stati Uniti sotto la leadership di un gentleman chiamato Donald Trump. Congratulazioni a tutti, molte altre vittorie seguiranno».

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