Germania, la produzione industriale cade ai minimi dal maggio del 2020
Il calo del 2,4% a dicembre porta il crollo per l’intero 2024 al 4,5%. Pesano auto e macchinari. Confindustria tedesca teme una nuova contrazione del Pil anche nel 2025. Sale il surplus commerciale con gli Stati Uniti, mentre Trump minaccia dazi
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Sale l’export, va giù, ancora giù, la produzione industriale. I dati di dicembre non portano buone notizie per l’economia tedesca, a due settimane dalle elezioni anticipate e con la minaccia dei dazi Usa sospesa sull’Europa. Sulle previsioni di crescita del Pil per il 2025, già compare il segno meno, dopo le contrazioni del 2023 e del 2024.
I dati
A dicembre, l’industria è andata ancora in sofferenza, con un calo della produzione del 2,4% rispetto al mese precedente, anche peggiore delle attese degli economisti (-0,6% circa). L’ufficio federale di statistica Destatis, il 7 febbraio, ha anche rivisto al ribasso la crescita di novembre. La produzione industriale rimane circa del 10% al di sotto dei livelli pre-pandemia, ai minimi da maggio del 2020, all’inizio della crisi del Covid.
Nell’intero 2024, la flessione è stata del 4,5% rispetto al 2023. «I dati sottolineano ancora una volta che l’industria è stata e rimarrà un freno alla crescita tedesca», ha commentato Carsten Brzeski, analista di Ing.
Nel settore dei beni strumentali, il calo nel 2024 è stato del 5,6% su base annua. Ha pesato il crollo dell’auto (-7,2%) e nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-8,1%).
il 6 febbraio erano arrivati invece segnali positivi dal dato degli ordini all’industria, che a dicembre sono balzati del 6,9% su base mensile, ma soprattutto grazie a grandi commesse per aerei, navi, treni e veicoli militari: esclusi i grandi ordini, l’aumento si riduce a poco più del 2%.









