Germania: la destra sale sui trattori delle proteste, da oggi fermi i ferrovieri
Centomila in piazza e in autostrada contro i tagli dei sussidi sul gasolio. Lo sciopero dei macchinisti di Deutsche Bahn potrebbe durare tre giorni
di Isabella Bufacchi
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Oltre centomila agricoltori sono scesi in piazza e in autostrada, alla guida di decine di migliaia di trattori, per manifestare in tutta la Germania contro la cancellazione dei sussidi sul gasolio agricolo (21 centesimi sovvenzionati sulla tassa da 47 centesimi per 1 litro di diesel agricolo) e contro il ripristino della tassa sulle macchine agricole (l’esenzione risale al 1922), misure dettate dal ritorno del freno sul debito pubblico nel 2024 e decise dal governo federale con entrata in vigore imminente.
La rumorosa protesta, che ha avuto grande risonanza mediatica con scene all’apparenza apocalittiche ma nella sostanza di scarso spessore economico (il settore agricolo vale l’1% del valore aggiunto lordo), ha mandato in tilt il traffico nelle grandi città e sulle autostrade, e ha colpito nel segno.
La coalizione semaforo socialdemocratici-verdi-liberali ha in larga parte accolto le richieste dei contadini inferociti: la tassa sui veicoli è stata sospesa di nuovo e il taglio ai sussidi è stato spalmato su un arco pluriennale.
Eppure le rivendicazioni degli agricoltori sono germogliate su un terreno molto fertile: il taglio dei sussidi è stato equiparato a una spinta verso l’orlo del lastrico proprio dopo l’annata 2022-2023 segnata da un record dei profitti medi per azienda agricola pari a 115.400 euro (+45% sull’anno precedente).
Più che i forconi, dunque, per convincere il governo a tornare parzialmente sui suoi passi hanno potuto gli smottamenti politici deflagrati sotto l’assalto dei trattori.








