Locomotiva in panne

Germania: la crisi accelera, sfiducia a dicembre, elezioni a febbraio

Il cancelliere Scholz si adegua alle richieste di affrettare i tempi: partiti, imprese ed elettori vogliono che la situazione sia risolta il prima possibile. Ma dopo il rinnovo del Parlamento, serviranno mesi per formare una coalizione di maggioranza

di Gianluca Di Donfrancesco

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz

2' di lettura

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Olaf Scholz deve cedere: il cancelliere si presenterà al Bundestag per incassare il voto di sfiducia al suo Governo il 16 dicembre. A quel punto potrà chiedere al capo dello Stato di sciogliere il Parlamento, per indire nuove elezioni nei successivi 60 giorni. La data indicata è il 23 febbraio.

Scholz si adegua

Le pressioni su Scholz sono troppo forti per permettergli di rispettare il programma che aveva indicato il 6 novembre, quando ha aperto la crisi della coalizione semaforo, silurando il ministro delle Finanze e leader dei Liberali, Christian Lindner. Il premier voleva presentarsi in Parlamento il 15 gennaio e portare il Paese al voto a marzo, in modo da avere tempo per provare a far passare una serie di provvedimenti pendenti, tra cui sgravi fiscali per i lavoratori e misure di sostegno per l’industria manifatturiera.

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La Germania in stallo, 35 anni dopo la caduta del Muro

Inoltre, la legge di bilancio 2025, sulla quale la coalizione si è spaccata per le decisioni sull’indebitamento, deve essere approvata entro fine anno. Il Parlamento deve anche licenziare un bilancio suppletivo per il 2024.

Rispetto al piano di Scholz, si accelera di un mese: la richiesta della Cdu e di Afd di fare ancora più in fretta, con la sfiducia già questa settimana e le elezioni a gennaio, non tiene conto dei tempi tecnici necessari.

La stragrande maggioranza degli elettori vuole che la crisi sia risolta il prima possibile, come pure il mondo delle imprese. L’economia tedesca è ferma e la fiducia degli investitori è inaspettatamente peggiorata a novembre, con l’indice delle aspettative dell’istituto Zew sceso a 7,4 dal 13,1 del mese precedente. Anche i Verdi, ancora alleati della Spd, si sono uniti al coro.

Mesi di stallo

Lo stallo durerà comunque mesi, lasciando un vuoto politico a Berlino, che si sentirà anche a Bruxelles, dove la nuova Commissione europea sta nascendo. Dopo il voto, in Germania, sarà necessario formare una coalizione di maggioranza e i negoziati per concordare il programma di Governo possono richiedere tempo. Il prossimo Esecutivo potrebbe essere costituito non prima di aprile. Allo stato attuale, l’esito più probabile sembra una Große Koalition tra Cdu-Csu e Spd, guidata dai conservatori. Potrebbe però essere necessario imbarcare un terzo partner.

Il nuovo ministro delle Finanze, Jörg Kukies, ha dichiarato di non avere in programma un congelamento del bilancio per quest’anno, a seguito del crollo della coalizione Semaforo. Ci sarà un bilancio provvisorio per il prossimo anno, poiché non è realistico che la Camera bassa ne approvi uno prima delle nuove elezioni. Kukies, stretto alleato di Scholz, è stato nominato al posto di Lindner.

Il leader della Cdu e favorito nella corsa alla Cancelleria, Friedrich Merz, ha fatto sapere che è disposto a collaborare sul piano finanziario per il 2024.

Socialdemocratici e Verdi sperano di poter contare sul suo sostegno anche per approvare alcuni progetti sulla Difesa.


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