La XXI edizione

Geopolitica e giovani protagonisti del Festival di Trento

Come cambiano le gerarchie globali e le speranze delle nuove generazioni: dal 20 maggio al via il Festival dell’Economia

FESTIVAL DELL'ECONOMIA DI TRENTO IMAGOECONOMICA

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Cinque giorni per riflettere su mercato, nuovi poteri e speranze dei giovani. Si scaldano i motori per l’edizione numero 21 del Festival dell’Economia di Trento, in agenda dal 20 al 24 maggio e dedicata appunto al tema «Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani».

Oltre 700 relatori: 4 Premi Nobel, 16 Ministri, 111 relatori del mondo accademico, 35 economisti nazionali e internazionali, 87 rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, oltre 90 tra manager e imprenditori. La manifestazione, nella formula ideata nel 2022 dal Gruppo Il Sole 24 ORE insieme a Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento e con il contributo del Comune di Trento e dell’Università di Trento, ha visto il «popolo dello scoiattolo» crescere in modo straordinario arrivando a oltre 140.000 presenze in quattro anni.

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La durata

E proprio il grande successo di pubblico e il ricco programma di incontri in palinsesto hanno convinto gli organizzatori ad introdurre nel 2026 una novità importante: portare a cinque le giornate della manifestazione che vede riuniti rappresentanti di primo livello del mondo economico, accademico, politico e della business community a livello nazionale e internazionale.

Il filo conduttore

Le cinque giornate di Trento diventeranno così fondamentali per chiunque voglia capire dove stanno andando il mondo e l’economia oggi, come colto dal tema dell’edizione 2026 che farà da filo conduttore di tutto il Festival: «Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani». Un tema di stringente attualità, scelto dall’Advisory Board della manifestazione, presieduto dal Direttore del Sole 24 Ore e presidente del Comitato Scientifico Fabio Tamburini e composto da Elena Beccalli, Marco Fortis, Paolo Magri, Emma Marcegaglia, Giulio Sapelli, Giulio Tremonti. Il titolo scelto mette a confronto, da un lato, gli scenari della geopolitica che hanno visto le leggi del mercato e la globalizzazione tramontare come punto di riferimento e cedere il passo a nuovi centri di potere come le Big Tech, che concentrano ricchezza e controllano le chiavi dell’intelligenza artificiale, e le autarchie di Russia e Cina e, dall’altro, le speranze dei giovani di fronte a paure e incertezze.

In tema di geopolitica emerge come l’Europa si trovi in una posizione particolarmente vulnerabile, stretta tra la pressione di Trump, il rallentamento economico, la mancanza di leadership e una crisi demografica sempre più acuta. La risposta a queste sfide passa da una priorità: restituire ai giovani la speranza nel futuro, trasformando l’Italia e l’Europa in luoghi attrattivi per le nuove generazioni.

Il pendolo della storia

L’oscillazione del «pendolo della storia» in modo ormai evidente si sta spostando da Occidente a Oriente. L’Occidente deve fare i conti con l’irruenza del presidente Donald Trump, a partire dagli attacchi sempre più frequenti all’Europa, che a sua volta deve fare i conti con almeno tre punti di debolezza strutturali: la battuta di arresto dello sviluppo economico, l’andamento negativo degli indici demografici, la carenza di leadership adeguate. Sul fronte opposto autarchie come la Russia di Vladimir Putin e la presidenza di Xi Jinping in Cina sono la testimonianza di come la democrazia ha tante virtù ma anche il difetto di rendere ogni decisione complessa nei meccanismi di scelta e lenta nel passaggio dal dire al fare.

Il criterio guida

Tutti gli eventi di Trento saranno caratterizzati da un unico criterio guida: quello della dialettica, del ragionamento e dell’argomentazione, del dibattito aperto e senza pregiudizi, dando spazio e voce ai giovani, che saranno protagonisti direttamente sul palco, grazie all’iniziativa “Le voci del domani” promossa dal Comitato Scientifico del Festival: un’occasione straordinaria per prendere la parola e portare il proprio punto di vista al centro del dibattito pubblico in un Festival che, quest’anno più che mai, chiama in causa proprio la generazione che vive in prima persona le grandi trasformazioni economiche, sociali e geopolitiche.

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