GenAI nei team, serve una nuova chimica organizzativa
L’introduzione della GenAI nei team di lavoro strategico modifica profondamente le dinamiche di interazione e responsabilità
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L’intelligenza artificiale generativa, ormai ampiamente utilizzata dalle imprese, sta entrando anche nei processi collettivi: riunioni, team di progetto, momenti in cui le persone devono discutere un problema o prendere decisioni. Ma cosa succede quando la GenAI diventa parte del gruppo?
Chiedilo al Sole
È una domanda rilevante, perché il lavoro manageriale è spesso collettivo. Le decisioni strategiche, i processi di innovazione, la progettazione di nuovi servizi e modelli di business nascono dal confronto tra competenze. Inserire la GenAI in questi contesti significa modificare il modo in cui il team ragiona, si coordina e mantiene la responsabilità sulle proprie scelte.
La dinamica di team
Abbiamo studiato questo fenomeno all’interno dell’Osservatorio Platform Thinking HUB del Politecnico di Milano, in una ricerca realizzata con Elisa Farri e Gabriele Rosani, autori ed esperti internazionali di AI e trasformazione organizzativa presso il Management Lab di Capgemini Invent. Per cinque mesi abbiamo seguito 60 manager appartenenti a 12 aziende di settori diversi. I team, composti da tre o quattro persone, hanno lavorato in presenza su progetti di innovazione e la ricerca ha studiato l’interazione tra i membri del team e la GenAI, osservando le dinamiche durante i workshop e analizzando tutte le conversazioni.
Quando aggiungiamo un nuovo membro a un team che sta lavorando su un progetto strategico ci aspettiamo che i vari membri interagiscano con lui. Invece, abbiamo osservato qualcosa di diverso: di norma, immettendo una GenAI, una persona prendeva il controllo della tastiera, formulava il prompt e leggeva la risposta, gli altri osservavano. Il gruppo sembrava usare la GenAI, ma in realtà l’interazione avveniva soprattutto tra un individuo e la macchina. Silenzio, consenso, perdita del controllo sul progetto.
L’obiettivo di aggiungere la GenAI al team era aumentare la qualità del confronto, la valutazione di alternative e l’interazione, ma l’effetto iniziale è stato il contrario: i team tendevano ad accettare troppo presto una direzione proposta dalla macchina, riducendo la discussione e la qualità della soluzione. Tutti i manager coinvolti erano utilizzatori frequenti e avanzati di quel tipo di tecnologia, dunque il problema era la mancanza di competenza organizzativa.






