Medio Oriente

Gaza, le tappe della crisi e gli ostaggi. Erano in 251: quanti sono tornati vivi

Il bilancio di un sequestro durato due anni

Released hostage Guy Gilboa-Dalal, who was kidnapped during the deadly October 7, 2023 attack by Hamas and taken to Gaza, gestures upon arrival at Rabin Medical Center-Beilinson Hospital, amid a hostages-prisoners swap and a ceasefire deal between Israel and Hamas in Gaza, in Petah Tikva, Israel October 13, 2025. REUTERS/Stoyan Nenov

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Per la prima volta in più di due anni, non ci sono più ostaggi israeliani vivi nelle mani di Hamas. Gli ultimi 20 sono stati rilasciati lunedì da Gaza, dopo 738 giorni di prigionia, in base all’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas.

Il rilascio è avvenuto in due fasi: sette ostaggi sono stati liberati nelle prime ore del mattino, seguiti da altri 13 nel corso della giornata.

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Ventotto ostaggi rimangono prigionieri di Hamas. Si prevede che i loro corpi saranno restituiti presto in base all’accordo di cessate il fuoco.

Il 7 ottobre 2023, 251 persone erano state prese in ostaggio da Israele e trattenute da Hamas e da altre fazioni palestinesi a Gaza. Dopo più di due anni si può trarre un bilancio definitivo di questa vicenda che tante sofferenze ha provocato nei familiari delle persone sequestrate e non solo: 168 ostaggi sono tornati vivi in Israele, gli altri sono invece rimasti vittime di Hamas o di scontri a fuoco durante l’offensiva israeliana. Ripercorriamo le tappe principali.

20 ottobre 2023. Tredici giorni dopo il pogrom del 7 ottobre, Hamas rilascia i primi due ostaggi dei 251 che ha sequestrato: sono due cittadini israelo-americani «per motivi umanitari». Si tratta di Judith e Natalie Raanan, madre e figlia. Il 23 ottobre, con la stessa motivazione, vengono liberate anche due anziane donne israeliane, Yocheved Lifshitz, 85 anni, e Nurit Cooper, 79.

24 novembre 2023. Entra in vigore la tregua fra Israele e Hamas, mediata dal Qatar insieme e Egitto e Stati Uniti. La pausa umanitaria, inizialmente di quattro giorni, viene prolungata fino all’1 dicembre. Nel corso di questo arco temporale vengono rilasciati 105 ostaggi in cambio di circa 240 detenuti palestinesi.

1 dicembre 2023. Termina la tregua fra Israele e Hamas e nella Striscia di Gaza riprendono i combattimenti. L’esercito israeliano concentra le sue operazioni soprattutto nella zona di Khan Younis, che viene pesantemente bombardata.

15 dicembre 2023. L’esercito israeliano annuncia di aver ucciso per errore tre ostaggi nei combattimenti in corso a Shejaiya, un quartiere della città di Gaza. A cadere sotto il fuoco amico sono Yotam Haim, Samer Fouad al-Talalka e Alon Lulu Shamriz. Le forze armate dello Stato ebraico sostengono che i soldati li avevano scambiati per miliziani di Hamas.

8 giugno 2024. Con un blitz nella zona di Nuseirat, nella Striscia di Gaza, l’esercito israeliano libera 4 ostaggi. Fra loro c’è anche la giovane Noa Argamani, rapita al Nova Festival. Le sue immagini mentre veniva portata via in moto dai miliziani di Hamas verso la Striscia di Gaza erano diventate uno dei simboli del 7 ottobre. Insieme a lei tornano liberi anche Almog Meir Jan, Andrey Kozlov e Shlomi Ziv.

19 agosto 2024. Le Forze di difesa israeliane recuperano nella Striscia di Gaza i corpi di sei ostaggi rapiti il 7 ottobre nella zona di Khan Younis. Si tratta di Alex Dancyg, 75 anni, Yagev Buchshtav, 35 anni, Chaim Peri, 79 anni, Yoram Metzger, 80 anni, Nadav Popplewell, 51 anni, e Avraham Munder, 78 anni.

31 agosto 2024. L’esercito israeliano trova i cadaveri di sei ostaggi in un tunnel sotto la città di Rafah. Si tratta dell’israelo-americano Hersh Goldberg-Polin, di Eden Yerushalmi, Ori Danino, Alex Lubnov, Carmel Gat e Almog Sarusi. Secondo l’Idf sarebbero stati giustiziati da Hamas nelle ore precedenti l’arrivo dei soldati. Nella stessa zona era stato salvato tre giorni prima l’ostaggio di origine beduina Kaid Farhan Alkadi.

14 gennaio 2025. Nei colloqui di Doha, Israele e Hamas accettano una bozza di accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la liberazione degli ostaggi. Un accordo in tre fasi basato sulla road map proposta mesi prima dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden e approvata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La prima fase prevederebbe il rilascio graduale di 33 ostaggi nell’arco di 6 settimane, fra cui donne, bambini, adulti, anziani e civili feriti, in cambio di centinaia di donne e bambini palestinesi detenuti da Israele. Fra le persone che Hamas rilascerebbe anche 5 soldatesse israeliane, in cambio per ognuna di 50 prigionieri palestinesi, fra cui 30 militanti condannati all’ergastolo.

19 gennaio 2025. Alle 11.15 ora locale entra in vigore il cessate il fuoco fra Israele e Hamas e migliaia di sfollati si mettono in marcia verso le loro case. Contestualmente Hamas libera i primi tre ostaggi israeliani. Si tratta di tre donne: Romi Gonen di 24 anni, Emily Damari di 28 anni e Doron Steinbrecher di 31 anni. Tornano in patria dopo aver trascorso 471 giorni da prigioniere a Gaza. Israele dal canto suo libera 90 prigionieri palestinesi, 69 donne e 21 minorenni. Durante questi due mesi di tregua, Hamas libererà in tutto 33 persone.

25 gennaio 2025. Hamas rilascia le quattro giovani soldatesse israeliane Karina Ariev, Daniella Gilboa, Naama Levy e Liri Albag, che erano state rapite presso un punto di osservazione dell’esercito israeliano al confine con la Striscia di Gaza il 7 ottobre. Polemiche per la cerimonia pubblica, nella quale le ragazze vengono fatte salire su un palco per ricevere un ’certificato di rilascio’.

1 febbraio 2025. Hamas rilascia il cittadino franco-israeliano Ofer Kalderon, l’ostaggio americano-israeliano Keith Siegel, e Yarden Bibas. Resta grande apprensione per la sorte della moglie Shiri Bibas, e dei loro due figli piccoli, Ariel e Kfir. La famiglia dice di ’continuare a sperare’.

20 febbraio 2025. Hamas consegna le bare di quattro ostaggi palestinesi rapiti il 7 ottobre. Fra loro ci sono Shiri Bibas e i due figli Ariel e Kfir, che il giorno del rapimento avevano rispettivamente 4 anni e 9 mesi. Sul corpo della donna per 24 ore si consuma un giallo: i resti consegnati non risultano compatibili col suo dna. Il giorno successivo Hamas consegna la sua salma e parla di errore.

12 maggio 2025. Hamas libera il soldato israelo-americano Edan Alexander dopo oltre 580 giorni di prigionia. Secondo la sua prima testimonianza riportata dai media israeliani, sarebbe stato interrogato per settimane, avrebbe subito torture e sarebbe stato tenuto ammanettato in una gabbia per un lungo periodo di tempo.

. Intorno alle 8 di mattina ora locale, le 7 in Italia, Hamas avvia la liberazione dei 20 ost13 ottobre 2025aggi ancora in vita, che vengono rilasciati in due fasi. Le operazioni per la restituzione dei corpi dei 28 ostaggi morti richiede invece più tempo per il recupero sotto le macerie di Gaza. In cambio Israele libera 1.966 detenuti palestinesi, 250 condannati per terrorismo e gli altri arrestati dopo il 7 ottobre.

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