Gaza, le tappe della crisi e gli ostaggi. Erano in 251: quanti sono tornati vivi
Il bilancio di un sequestro durato due anni
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Per la prima volta in più di due anni, non ci sono più ostaggi israeliani vivi nelle mani di Hamas. Gli ultimi 20 sono stati rilasciati lunedì da Gaza, dopo 738 giorni di prigionia, in base all’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas.
Il rilascio è avvenuto in due fasi: sette ostaggi sono stati liberati nelle prime ore del mattino, seguiti da altri 13 nel corso della giornata.
Ventotto ostaggi rimangono prigionieri di Hamas. Si prevede che i loro corpi saranno restituiti presto in base all’accordo di cessate il fuoco.
Il 7 ottobre 2023, 251 persone erano state prese in ostaggio da Israele e trattenute da Hamas e da altre fazioni palestinesi a Gaza. Dopo più di due anni si può trarre un bilancio definitivo di questa vicenda che tante sofferenze ha provocato nei familiari delle persone sequestrate e non solo: 168 ostaggi sono tornati vivi in Israele, gli altri sono invece rimasti vittime di Hamas o di scontri a fuoco durante l’offensiva israeliana. Ripercorriamo le tappe principali.
20 ottobre 2023. Tredici giorni dopo il pogrom del 7 ottobre, Hamas rilascia i primi due ostaggi dei 251 che ha sequestrato: sono due cittadini israelo-americani «per motivi umanitari». Si tratta di Judith e Natalie Raanan, madre e figlia. Il 23 ottobre, con la stessa motivazione, vengono liberate anche due anziane donne israeliane, Yocheved Lifshitz, 85 anni, e Nurit Cooper, 79.






