Medio Oriente

Gaza, Idf distrugge tunnel a Rafah. Smotrich: «Ultimatum ad Hamas per disarmare»

«Stiamo affrontando giorni molto difficili con l’Iran, che potrebbero trasformarsi in una campagna su più fronti. Per vincere ed essere in grado di affrontare le sfide che ci attendono, dobbiamo essere uniti». Lo ha detto il leader del Partito di Unità Nazionale israeliano, Benny Gantz

Palestinesi sfollati camminano lungo muri decorati in vista del mese sacro del Ramadan a Khan Yunis, nella Striscia di Gaza (Epa)

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“La situazione a Gaza rimane catastrofica. I palestinesi continuano a morire a causa del fuoco israeliano, del freddo, della fame e di malattie curabili”: lo ha detto l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk, sottolineando nel suo intervento all’apertura dei lavori della 61esima sessione del Consiglio per i diritti umani che gli aiuti che entrano nell’enclave palestinese “non sono sufficienti a soddisfare le enormi necessità”.

Turk è quindi tornato a esprimere il timore di “una pulizia etnica sia a Gaza che in Cisgiordania, dove Israele sta accelerando le iniziative per consolidare l’annessione illegale”.

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“Qualsiasi soluzione sostenibile deve essere basata su due Stati che vivono fianco a fianco in pari dignità e diritti, in linea con le risoluzioni delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”, ha ribadito.

Smotrich: «Nei prossimi giorni ultimatum a Hamas per disarmare»

“Non abbiamo rinunciato alla distruzione di Hamas. Stiamo dando al presidente Donald Trump la possibilità di farlo a modo suo. Riteniamo che nei prossimi giorni verrà dato ad Hamas un ultimatum per disarmarsi e smilitarizzare completamente Gaza, e se non lo rispetterà, l’Idf riceverà la legittimazione internazionale e il sostegno americano per farlo da solo. L’esercito si sta già preparando a questo e sta elaborando i piani”. Lo ha dichiarato questa mattina in un’intervista alla tv pubblica israeliana Kan il ministro di ultradestra e membro del gabinetto Bezalel Smotrich. Nei giorni scorsi i media israeliani hanno riferito che la data per l’inizio del disarmo di Hamas è stata fissata per il mese di marzo, il processo di smilitarizzazione dovrebbe iniziare dopo che il governo tecnico di Gaza avrà iniziato la propria attività e assunto le competenze da Hamas. I preparativi sono già visibili sul terreno: le milizie locali che operano in coordinamento con Israele hanno iniziato a prepararsi di conseguenza, tra l’altro reclutando nuovi membri e costruendo basi nelle aree sotto il loro controllo nella Striscia. Nelle ultime settimane Israele ha trasferito alle milizie ulteriori equipaggiamenti, tra cui fucili, materiale bellico e veicoli moderni. Fonti della sicurezza israeliana indicano l’area di Rafah, dove dovrebbe essere costruita la nuova città palestinese (Nuova Rafah), come la prima zona che verrà smilitarizzata, un’area sotto il controllo della milizia Abu-Shabab, che nel fine settimana ha rivelato che i suoi membri stanno perlustrando e neutralizzando autonomamente i tunnel di Hamas.

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Idf: distrutto tunnel di Hamas lungo un km a Rafah

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno reso noto di aver demolito un tunnel di Hamas lungo un chilometro a Rafah, nella parte meridionale della Striscia di Gaza. Secondo le Idf, il tunnel conteneva diverse stanze in cui si nascondevano gli agenti di Hamas. All’interno, le truppe israeliane hanno trovato diverse armi. Il tunnel è stato trovato sul lato israeliano della linea del cessate il fuoco di Gaza, in una zona di Rafah dove decine di militanti di Hamas si erano nascosti sottoterra durante le operazioni di rastrellamento della Settima Brigata Corazzata. E’ stato poi raso al suolo dall’unità d’élite del genio da combattimento Yahalom, spiega il Times of Israel.

Gantz: «Ci aspettano giorni difficili con l’Iran, dobbiamo unirci»

“Stiamo affrontando giorni molto difficili con l’Iran, che potrebbero trasformarsi in una campagna su più fronti. Per vincere ed essere in grado di affrontare le sfide che ci attendono, dobbiamo essere uniti. Il 7 ottobre, Netanyahu ha visto, come me, sul campo e tramite l’intelligence, quanto la nostra unione ci abbia impedito di disintegrarci di fronte ai nostri nemici nel momento più difficile”. Lo ha detto il leader del Partito di Unità Nazionale israeliano, Benny Gantz, durante una riunione del suo gruppo politico.

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Mediterranea, Israele revoca permesso di entrare in Cisgiordania

Quattro attivisti di Mediterranea Saving Humans hanno ricevuto la notifica della revoca dell’Eta (Electronic Travel Authorization), autorizzazione obbligatoria per entrare in Israele e nei Territori palestinesi occupati per i cittadini provenienti da Stati esenti da visto, inclusi l’Unione Europea e gli Stati Uniti. Lo comunica, in una nota, la stessa ong spiegando che con il progetto Mediterranea with Palestine, dal 2024 Mediterranea è presente nella regione di Masafer Yatta, dove, oltre a compiere azioni di interposizione nonviolenta accanto alle comunità palestinesi, ha attivato un osservatorio internazionale sui crimini e le violazioni dei diritti umani compiuti dai coloni e dalle forze di sicurezza israeliane. Lo scorso gennaio Israele, viene ricordato, ha revocato le autorizzazioni ad operare nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania a 37 organizzazioni non governative, accusate di non aver rispettato i nuovi standard di sicurezza imposti dal Governo. “Il piano è chiaro - spiega Damiano Censi, coordinatore di Mediterranea with Palestine - ed è liberare il campo da ogni sguardo, da ogni osservatore internazionale, per poter procedere indisturbati verso la definitiva pulizia etnica della Cisgiordania. Lo abbiamo già visto nella Striscia di Gaza, con l’eliminazione sistematica del giornalismo indipendente e delle organizzazioni umanitarie. Oggi lo stesso disegno avanza attraverso la revoca degli Eta agli attivisti internazionali”.

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