Gaza: 14 morti, tra cui cinque bambini, in attacchi Idf. Proteste Iran: 45 morti e blackout internet
Nuovi raid israeliani fanno vittime civili nella Striscia, mentre Israele nega piani di reinsediamento all’estero e la comunità cattolica locale perde una delle sue figure chiave, costretta a lasciare il territorio per problemi di visto
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Almeno 14 persone, tra cui cinque bambini, sono rimaste uccise negli attacchi condotti dalle forze israeliane nel corso della giornata nella Striscia di Gaza. Lo riportano i media palestinesi citando gli ospedali dell’enclave. Secondo il portavoce Mahmud Bassal, in un attacco un drone ha colpito una tenda che ospitava sfollati nel sud della Striscia, uccidendo quattro persone, tre delle quali minorenni. In altri due raid sono morti una bambina di 11 anni e un adulto.
Saar: nessun reinsediamento di Gaza negli accordi col Somaliland
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha escluso che il reinsediamento dei palestinesi di Gaza rientri negli accordi firmati con il Somaliland. In un’intervista televisiva, Saar ha chiarito che le intese riguardano altri ambiti e non il trasferimento della popolazione della Striscia. Ha tuttavia lasciato aperta, in astratto, la possibilità che il Somaliland possa accettare palestinesi, precisando che non è un tema previsto dagli accordi. Le autorità locali avevano già smentito di aver accettato rifugiati da Gaza, mentre i piani di migrazione volontaria promossi da Israele si sono arenati dopo il venir meno del sostegno del presidente statunitense Donald Trump.
Gaza, il viceparroco costretto a lasciare la Striscia
Padre Yusuf Asad, viceparroco della parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, dovrà lasciare la Striscia perché le autorità israeliane non gli hanno rinnovato il visto. Missionario del Verbo Incarnato, cinquantenne egiziano di Asyut, è stato per mesi il volto dell’accoglienza della comunità cattolica locale, arrivata a ospitare fino a 700 persone durante i primi mesi della guerra. In assenza del parroco, padre Gabriel Romanelli, Asad ha coordinato aiuti e attività pastorali insieme alle religiose del compound. La sua partenza, ancora senza una data certa, ha suscitato forte commozione tra i parrocchiani, che lo ricordano come un punto di riferimento umano e spirituale in una Gaza ferita.
Netanyahu: ex inviato Onu Mladenov direttore generale Consiglio Pace Gaza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu afferma che l’ex inviato Onu per il Medioriente, il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov, è stato scelto per ricoprire il ruolo di direttore generale del Consiglio di pace del presidente statunitense Donald Trump destinato a supervisionare il processo di pace a Gaza. La nomina rappresenta un passo importante per il piano di pace di Trump in Medioriente, che è rimasto fermo dopo il cessate il fuoco di ottobre che ha posto fine a più di due anni di combattimenti tra Israele e Hamas. Netanyahu ha dato l’annuncio dopo aver incontrato Mladenov a Gerusalemme. L’annuncio includeva foto dei due uomini e un breve video, senza audio, in cui si stringono la mano. Non c’è stata conferma immediata da Washington.
Israele contro un campo da calcio a Gaza, ragazzi palestinesi si appellano alla Fifa
Accanti a combattimenti e raid, Israele annuncia la demolizione di un campo da calcio vicino alla tendopoli di Aida, nei pressi di Betlemme, e i ragazzi si appellano alla Fifa e alla Uefa per salvare l’unico spazio di gioco rimasto tra le rovine. All’appello si è associata una raccolta di firme in questi giorni virale sul web che ha già raccolto quasi 300 mila firme. «Per noi il campetto è tutto. Qui ci alleniamo, ci divertiamo, insomma ci sentiamo davvero bambini», si legge nell’appello a firma dei ’bambini del campo rifugiati di Aida, insieme al Centro per ragazzi di Aida e Avaaz’. «Ci permette, anche se solo per un momento, di dimenticare l’odio e la violenza».







