Gaza, l’Idf localizza i resti dell’ultimo ostaggio del 7 ottobre
Identificati il corpo del sergente maggiore Ran Gvili: era l’ultimo ostaggio ancora da riconsegnare a Israele. Nethanyau: un “risultato straordinario”
5' di lettura
I punti chiave
5' di lettura
A seguito di perquisizioni in un cimitero nella parte orientale di Gaza City, l’Idf annuncia che il corpo del sergente maggiore Ran Gvili è stato localizzato e identificato. L’esercito aggiunge che la famiglia di Gvili è stata informata da rappresentanti militari e che il suo corpo verrà riportato in Israele per la sepoltura.
Gvili era l’ultimo ostaggio ancora da riconsegnare a Israele dopo l’invasione e il massacro del 7 ottobre 2023, guidati da Hamas, nel sud di Israele, in cui sono stati rapiti 251 ostaggi. Ciò significa che nessun ostaggio rimarrà nella Striscia per la prima volta in oltre un decennio. Gvili, poliziotto di 24 anni, è stato ucciso mentre difendeva il kibbutz Alumim durante l’assalto guidato da Hamas del 7 ottobre 2023, che ha scatenato la guerra a Gaza.
La soddisfazione del governo israeliano
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito il ritrovamento dell’ultimo ostaggio un “risultato straordinario per Israele”: “Avevamo promesso, e avevo promesso, di riportare tutti indietro e abbiamo riportato tutti indietro, fino all’ultimo”, ha detto Netanyahu, parlando con la stampa alla Knesset. “Rani è un eroe di Israele. È entrato per primo, è uscito per ultimo. È tornato”, ha aggiunto. “La prossima fase non è la ricostruzione” di Gaza, ha sottolineato ancora il premier israeliano intervenendo a una sessione speciale della Knesset in onore dell’omologo albanese Edi Rama. “La prossima fase è il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza”, ha ribadito Netanyahu. “E’ nell’interesse di Israele anticipare questa fase, non ritardarla”, ha aggiunto. “Accadrà nel modo più facile, o nel modo più difficile. Ma accadrà”, ha concluso.
“Il sergente maggiore Ran Gvili è tornato a casa. La mattina del 7 ottobre, con lo scoppio dell’attacco terroristico omicida, Ran si precipitò nella zona di Gaza, si unì coraggiosamente ai combattimenti nel kibbutz Alumim, combatté con eccezionale eroismo, eliminò molti terroristi e difese con il proprio corpo i civili, fino a quando cadde in battaglia e fu rapito nella Striscia di Gaza”. Lo scrive su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
Hamas e Jihad islamica rivendicano loro impegno per il ritrovamento
Hamas, da parte sua, ha reagito alla localizzazione da parte dell’Idf del corpo di Ran Gvili affermando che “il ritrovamento del corpo dell’ultimo prigioniero israeliano conferma il nostro impegno a rispettare tutte le richieste dell’accordo per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza”. “Continueremo a impegnarci su tutti gli aspetti dell’accordo, inclusa la facilitazione del lavoro del comitato palestinese per la gestione di Gaza”, ha affermato l’organizzazione palestinese. “Chiediamo ai mediatori e agli Stati Uniti di costringere l’occupazione a cessare le violazioni dell’accordo e ad adempiere agli obblighi che le sono imposti”.
Un ruolo, nel recupero dei resti del poliziotto israeliano, potrebbe averlo avuto anche la Jihad islamica palestinese, che afferma di aver fornito le coordinate dell’ultimo ostaggio recuperato tre settimane fa. “Sulla base di nuove informazioni, avevamo fornito le coordinate del corpo dell’ultimo prigioniero ai mediatori tre settimane fa”, afferma il portavoce dell’ala armata, le Brigate al-Quds, il cui nome di battaglia è Abu Hamza. “Il nemico ha ritardato intenzionalmente le operazioni di coordinamento e ricerca” del corpo, ha aggiunto, riferendosi a Israele. Lo riporta il Times of Israel.








