Gas, così l’Italia ha sostituito tutti i volumi importati dalla Russia con i rigassificatori
Decisivo l’apporto dagli Usa che si conferma il primo fornitore di gas via nave sia per la penisola che per tutta l’Europa. Scornajenchi: «A oggi arrivate già 150 navi, la metà dagli States»
2' di lettura
2' di lettura
Il gas naturale liquefatto arrivato in Italia, soprattutto dagli Usa, ha avuto un ruolo cruciale nel consentire all’Italia di diversificare le proprie forniture sostituendo completamente il gas un tempo garantito dalla Russia.
A rimarcare l’apporto del Gnl e delle infrastrutture che hanno permesso al Paese di accelerare su questo fronte è stato, qualche giorno fa, a margine di Gastech 2025, l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, secondo il quale «il Gnl sta crescendo nella quota del nostro import: ad oggi sono arrivate 150 navi, la metà americane e saliremo nell’ultima parte dell’anno».
L’apporto degli Usa
L’apporto del Gnl Usa, dunque, è stato ed è molto importante per rimpiazzare completamente quelli che erano i flussi dalla Russia, è il ragionamento del ceo di Snam. «Noi di 70/75 miliardi di metri cubi complessivi, che era il consumo nazionale, importavamo il 40% dalla Russia. Il Gnl è gia sopra quella quota e quindi abbiamo completamente ribaltato quel sistema; e non è stato semplice. Il gas oggi arriva da molte parti con molte tecnologie diverse, vanno integrate e gestite».
I dati europei
E, in effetti, i numeri forniti da Snam certificano questo effetto “sostituzione” tra il gas russo e i volumi che arrivano oggi via nave. Se nel corso dell’intero 2024 erano approdati in Italia 151 carichi di Gnl, nel solo arco di tempo compreso fra il 1° gennaio e il l’11 settembre di quest’anno la cifra è stata già eguagliata, come ha spiegato lo stesso Scornajenchi.
I 151 carichi sono arrivati principalmente da Stati Uniti (73 carichi; 48,3%) Qatar (34; 22%) e Algeria (29; 19,4%), oltre che da altri Paesi. Inoltre, grazie all’aumento di capacità di rigassificazione che ha raggiunto, con l’entrata in esercizio del terminale di Ravenna, i 28 miliardi di metri cubi l’anno (la terza nella Ue dopo Spagna e Francia) sono stati pareggiati i volumi importati dalla Russia fino al 2021



