Il punto

Gas, carburante, trasporti: qual è il conto della crisi in Iran per l’Italia

L’escalation della guerra in Medio Oriente travolge anche i mercati azionari, che chiudono in profondo rosso (Milano a -2%)

di Redazione Roma

(AdobeStock) Stephen Davies - stock.adobe.com

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Prima conta dei danni economici. L’escalation della guerra in Medio Oriente travolge anche i mercati azionari, che chiudono in profondo rosso (Milano a -2%) e vedono schizzare al rialzo le quotazioni di gas, petrolio e dollaro. Pesa soprattutto il blocco dello stretto di Hormuz, dove passano enormi flussi di greggio e Gnl.

Gli aumenti in Borsa

Il prezzo del gas è salito di quasi il 40%. Importanti aumenti anche per il petrolio mentre le Borse europee sono scivolate, in alcuni casi anche pesantemente, con un totale di oltre 300 miliardi ’bruciati’. Ma i venti di guerra nel Golfo hanno infiammato soprattutto il metano, che ha chiuso ad Amsterdam con un boom del 39% a 44,5 euro al Megawattora e un massimo di giornata a 49 euro, sui livelli più elevati dall’ottobre 2022.

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I rialzi legati all’attacco su Teheran sono stati ulteriormente rafforzati dall’annuncio di QatarEnergy sull’interruzione della produzione di gas naturale liquefatto dopo la ritorsione sul suo impianto di Ras Laffan, il più grande al mondo. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha spinto anche il petrolio, che a New York si è mosso su rialzi medi del 5% raggiungendo la quota dei 70 dollari al barile, con massimi in avvio di seduta a 75 dollari. Il Brent europeo ha invece raggiunto anche gli 80 dollari al barile. Un quadro che diventa preoccupante per i consumatori.

Prezzi dei carburanti in aumento, ma è «solo l’inizio»

I prezzi dei carburanti sono in deciso rialzo, con nuovi aumenti su gasolio che è già al livello più alto da un anno. E secondo la Staffetta Quotidiana sulle fonti di energia siamo «solo all’inizio». Gli aumenti registrati nella prima giornata della settimana non tengono infatti conto di questo balzo delle quotazioni petrolifere, quindi gli effetti sui prezzi alla pompa si vedranno a partire solo dalle prossime ore.

Insomma, il rischio è di «una nuova stangata per le famiglie». Lo afferma il Codacons, che avverte - dopo i primi effetti sui listini dei carburanti - che le conseguenze potrebbero estendersi a breve anche a bollette e prezzi dei prodotti trasportati.

Regina (Confindustria): «Fondamentale approvare in tempi brevissimi il decreto Energia»

L’allarme è avvertito anche dalle imprese e dal Governo. Con l’attacco all’Iran «prevediamo di nuovo un’elevata volatilità dei prezzi dell’energia fino a quando le tensioni non saranno rientrate», afferma il delegato del presidente di Confindustria per l’Energia, Aurelio Regina, secondo il quale «è fondamentale mettere al centro la competitività e la sicurezza» Ue e un’approvazione «in tempi brevissimi» del decreto Energia.

Il costo dei trasporti su del 40%

Durante il pomeriggio, nell’informativa alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il ministro della Difesa ha sottolineato come dallo stretto di Hormuz passi «il 20% del petrolio mondiale, pari a 17-20 milioni di barili al giorno e oltre il 30% del Gnl. Già una riduzione parziale o un aumento percepito è sufficiente a creare un effetto immediato sui prezzi, con un aumento significativo sui costi dei trasporti fino al 30-40%».

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