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Garibaldi Hotels accelera la crescita: nuove acquisizioni, Mice e un piano triennale da 50 milioni

di Laura Dominici

4' di lettura

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“Non vogliamo per scelta essere un’azienda monoprodotto e circoscritta solo ad un territorio. Il nostro claim “Tutta l’Italia che vuoi” racchiude appieno la nostra filosofia aziendale”. Così Fabrizio Prete, amministratore delegato di Garibaldi Hotels, descrive la filosofia che sottende ad un’azienda nata ad Ostuni nel 2013 dall’idea di un team di giovani imprenditori e caratterizzata dalla trasversalità dell’offerta di ospitalità con resort, hotel e club, che oggi conta 14 strutture, con la Puglia in prima linea ma anche Sicilia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Basilicata, Umbria e Lazio. Il gruppo è anche entrato nel ranking FT1000 Europe’s Fastest Growing Company.

“La nostra snellezza in termini organizzativi, la nostra velocità decisionale e qualche prudente intuizione – dichiara l’a.d. - ci danno sicuramente un vantaggio competitivo rispetto ad aziende molto più articolate ed elefantiache”.

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Il modello di business

L’azienda si è consolidata come catena alberghiera specializzata nelle gestioni attraverso contratti di affitto di azienda di lunga durata, “capaci di permettere una crescita in termini di prodotto alberghiero e performance delle strutture – commenta il manager - e non vogliamo perdere la nostra connotazione, che ci identifica sul mercato da oltre dieci anni. Durante il nostro percorso di crescita abbiamo però scelto di avviare un progetto di sviluppo immobiliare partendo da alcune strutture da noi già gestite. Abbiamo acquisito la proprietà di alcuni dei nostri hotel (tre: Hotel Monzoni e Piaz in Trentino e Avalon Resort in Sicilia), dopo averli portati ad una crescita di fatturato importante, agevolando pertanto noi nel costruire l’operazione finanziaria e il proprietario a dismettere in maniera adeguata il suo bene”.

In alcuni casi, quindi, Garibaldi Hotels ha deciso di modificare il suo approccio adottando una formula mista (gestione e acquisto), “solo dopo opportune ed approfondite analisi compiute sia internamente che con l’ausilio di partner esterni”, precisa l’amministratore delegato.

Il piano di crescita triennale

Nel prossimo triennio il piano industriale prevede “l’acquisizione in portfolio di almeno dieci strutture alberghiere equamente distribuite fra city hotel e strutture leisure, raggiungendo un fatturato aggregato di circa 50 milioni di euro e ben 25 strutture ricettive. Stiamo, infatti, attenzionando diverse destinazioni sia in città principali che in città secondarie sempre in Italia – annuncia -. Non tralasciamo la possibilità, anche in questo caso, di acquisirne, dopo almeno un biennio di gestione, anche la proprietà immobiliare”.

In pipeline, al momento, Garibaldi Hotels annovera due acquisizioni di due strutture storiche, con un investimento totale che supererà i 20 milioni di euro. “Stiamo lavorando con i due più importanti gruppi bancari italiani per rendere possibile questo progetto”, aggiunge Prete.

Ultimo obiettivo per i prossimi tre anni è poi la trasformazione del gruppo in realtà finanziaria aperta ad iniziative di partner finanziari istituzionali italiani e stranieri.

La metamorfosi in atto

Negli ultimi anni l’azienda, che svolge un’attività commerciale estremamente diversificata, sta vivendo una metamorfosi: “Gestiamo strutture di varia tipologia, dislocate in diverse aree geografiche d’Italia, ognuna con le proprie peculiarità – argomenta l’a.d. -. Per questo motivo non possiamo permetterci un approccio passivo verso il mercato. È evidente che i mercati esteri rappresentano una quota di fatturato essenziale, impossibile da raggiungere con il solo mercato nazionale. Questo è strettamente legato al tema della destagionalizzazione: in alcuni periodi dell’anno, i turisti stranieri sono gli unici presenti in certe zone. Dobbiamo essere abili nell’intercettarli ed offrire un prodotto in linea con le loro esigenze”. In alcune strutture la clientela estera, sia diretta che tramite tour operator, arriva a rappresentare l’80% del volume e l’obiettivo “è raggiungere una media del 60% di mercato estero sul fatturato totale, un punto di equilibrio ottimale”. Tutto ciò ha permesso di concepire un nuovo progetto lanciato nel 2025 e relativo alla creazione di varie Dmc (Destination Management Company) all’interno delle regioni in cui Garibaldi Hotels è presente: “Stiamo testando il progetto in Sardegna con risultati davvero interessanti e partiremo a breve in tutta Italia”.

Mice sfida per il gruppo

Un settore in cui Garibaldi Hotels crede fortemente è quello del Mice (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions), che rappresenta un’importante sfida per il gruppo. “L’ingresso dell’Hilton di Lecce e della nuova struttura romana - che apriremo insieme ad un noto brand internazionale - ci impone di strutturarci internamente con una divisione completamente dedicata al Mice che, oltre alle strutture già citate, porterà benefici in questo ambito anche ai nostri resort in Puglia, Sardegna e Sicilia”.

Il ruolo di Matera

Tra gli ingressi più recenti c’è Dimora del Monaco a Matera: “Per noi la location è un punto centrale di primaria importanza, non esiste un nostro prodotto che non sia in una zona di grande riconoscibilità a livello mondiale - commenta -. Matera si inserisce in questo contesto per lo più con un brand internazionale a cui ci siamo legati con un contratto di franchising. Ritengo che nelle destinazioni riconosciute a livello internazionale il brand estero sia sinonimo di garanzia, affidabilità e standard di servizio, pertanto abbiamo deciso di sfruttare strategicamente questa politica”.

I risultati finanziari

I numeri del 2024 sono stati interessanti per Garibaldi Hotels. Il fatturato è cresciuto di oltre il 20%, passando da 17 milioni di euro del 2023 a 21,5. Il 2024, inoltre, ha registrato un aumento dell’Adr (average daily room) dell’8% rispetto all’anno precedente, con un prezzo medio camera raggiunto di 140 euro. “E’ importante notare che il prolungamento della stagionalità ha comunque determinato un incremento dell’occupazione – osserva il manager - che ha raggiunto il 72% medio e tutto ciò mantenendo una marginalità del 7-8%”.

Il 2025 sta riscontrando un andamento per le strutture cittadine positivo, con una crescita abbastanza generalizzata. Le strutture mare hanno subito un’altalenanza di richiesta, mentre la montagna viaggia a ritmi importanti. “Pari data ad oggi riscontriamo un + 29% rispetto allo stesso periodo del 2024 – conclude Prete - considerando anche le due nuove strutture (Gallipoli e Matera). L’obiettivo di fatturato resta per noi quello di superare quota 25 milioni nell’anno corrente e tutto il nostro staff è pronto a cogliere questa sfida”.

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