Economia Digitale

Gamberoni (Anthropic): «L’Italia non è in ritardo sull’AI, ora serve un’adozione ben governata»

Parla Mattia Gamberoni il nuovo Country Manager per l’Italia di Anthropic

An Anthropic logo is displayed at Moscone Center during the Dreamforce 2026 technology summit in San Francisco, California, US, September 17, 2026. REUTERS/Carlos Barria REUTERS

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L’Italia è davvero in difficoltà sul fornte dell’adozione dell’intelligenza artificiale? «Sarei prudente nel descrivere l’Italia semplicemente come “in ritardo” sull’AI. Il Paese ha un forte potenziale e imprese, istituzioni e sviluppatori stanno già esplorando tecnologie di frontiera e utilizzandole per ripensare processi e modalità di lavoro». Ha risposto così al Sole 24 Ore Mattia Gamberoni, il nuovo Country Manager di Anthropic per l’Italia annunciato pochi giorni fa. «La sfida - prosegue il manager che guiderà il team di Anthropic in Italia - è trasformare questo interesse in un’adozione più ampia e ben governata, in particolare in un mercato in cui le organizzazioni differiscono significativamente per dimensione, maturità digitale e requisiti normativi».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Nel maggio 2026, Anthropic ha infatti annunciato l’apertura di un ufficio a Milano, il sesto in Europa dopo Londra, Dublino, Parigi, Zurigo e Monaco. Alcune delle più grandi aziende italiane - tra cui Generali, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e Unipol - stanno ad esempio estendendo l’utilizzo di Claude Code alle rispettive community di sviluppatori, nell’ambito di un percorso volto a integrare in modo responsabile l’AI nelle attività quotidiane di software engineering.

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«Il nostro approccio - rispondendo alla domanda su come si organizzerà Anthropic in Italia - sia per le grandi imprese sia per le PMI, segue gli stessi principi. Partiamo dalle esigenze dei clienti, non da un singolo settore o da una specifica dimensione aziendale. Collaboriamo con organizzazioni attive nei servizi finanziari, nel manifatturiero, nelle life sciences, nell’energia, nell’automotive e nella tecnologia, lavorando sia con grandi imprese sia con il più ampio ecosistema imprenditoriale. In Italia lavoriamo inoltre attraverso il Claude Partner Network, che riunisce system integrator e società di consulenza locali e globali. Questi partner formano e certificano i propri team su Claude, quindi progettano, implementano e gestiscono soluzioni basate su Claude per grandi imprese e PMI italiane, lavorando al fianco del nostro team».

Gamberoni ha guidato il business di Stripe nell’Europa meridionale e ha contribuito all’avvio e alla crescita di Amazon Web Services nella penisola iberica. Il suo percorso professionale comprende inoltre esperienze in Salesforce, dove ha contribuito all’avvio delle attività in Italia, e in Cisco. Sugli allarmi lanciati dai Big dell’Ai tra cui Dario Amodei la sua posizione è in linea con quella della Anthropic e OpenAI: «Poiché l’AI è diventata esponenzialmente più potente in un arco di tempo molto breve, si sono verificati di recente episodi allarmanti e sono emerse evidenze crescenti del fatto che l’AI si trovi su una traiettoria verso il miglioramento ricorsivo autonomo (recursive self-improvement, RSI), ovvero una condizione in cui i modelli di AI sarebbero pienamente in grado di sviluppare sé stessi. Anthropic ha condiviso pubblicamente quanto rileviamo in relazione a questi episodi e alle evidenze verso l’RSI, ma serve fare di più.

Concordo con Dario sul fatto che, pur non essendo semplice, rallentare per uno o due anni darebbe al mondo il tempo di affrontare correttamente questa sfida. Questo significa rendere i modelli più sicuri, assicurarsi che gli esseri umani rimangano in controllo e adottare misure per garantire che tutti possano beneficiare dei vantaggi dell’AI».

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  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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