La cena offerta dal Capo dello Stato

G7, Mattarella: antichi fantasmi sono riapparsi nel mondo, attenzione alle insidie dei neo-imperialismi

L’intervento del capo dello Stato nel brindisi della cena al G7: «Non si può ignorare neoimperialismo russo, per MO serve percorso politico concreto e duraturo»

di Redazione Roma

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia nei giardini del Quirinale di consegna della bandiera tricolore per gli atleti in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi, Roma, 13 giugno 2024.

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«Oggi registriamo che il crescente processo di interdipendenza promosso dalla globalizzazione è bruscamente venuto meno, unitamente alla spinta verso valori e obiettivi globalmente condivisi. Antichi fantasmi sono riapparsi e il linguaggio della cooperazione, e della costruzione di regole di convivenza internazionali rispettose dei popoli, viene messo a dura prova, lasciando il posto a crescenti tensioni geopolitiche, quando, purtroppo, non a conflitti». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella nel brindisi della cena al G7.

«Attenzione alle insidie dei neo-imperialismi»

«L’ambizione di nuovi attori di giocare un ruolo più profilato - ha affermato il Capo dello Stato - interpella la capacità della comunità internazionale - e in essa del G7 - di promuovere processi positivi orientati alla pace e allo sviluppo. Per taluno si tratta di procedere alla realizzazione comunque - spesso in modo affannoso - di nuovi assetti internazionali, nella presunzione che saranno più vantaggiosi per sè di quelli raggiunti nei decenni che hanno fatto seguito alla Seconda guerra mondiale mentre, spesso, aprono, invece, spazi a insidie di neo-colonialismi se non di neo-imperialismi».

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«Non si può ignorare neoimperialismo russo»

Mattarella ha ricordato che «il 24 febbraio del 2022 la Federazione Russa si è assunta la responsabilità storica di riportare la guerra in Europa in un pericoloso tentativo di revanche neo-imperiale che contraddice tutti i passi avanti realizzati nel continente sin dalla Conferenza di Helsinki del 1975. Una svolta che non si può fingere di ignorare o sottovalutare come insegna la storia del ’900. Sostenendo la indipendenza dell’Ucraina, difendiamo principi generali di convivenza fra le nazioni, sui quali poggia, dal secondo dopoguerra in poi, la libertà, la sicurezza, la prosperità dei nostri popoli nonché lo sviluppo e il ruolo crescente di quelli che allora erano, loro malgrado, spettatori della storia».

«Per MO serve percorso politico concreto e duraturo»

Il presidente della Repubblica ha poi affrontato il tema della crisi in Medio Oriente. «Il barbaro attacco di Hamas, con l’uccisione di inermi cittadini israeliani e il disumano sequestro di ostaggi, ha riaperto una ferita che continua ad essere alimentata dal macabro conteggio delle migliaia di vittime civili palestinesi, donne e bambini, che hanno perso la vita negli oltre otto mesi di conflitto. I negoziati in corso per giungere al cessate il fuoco - ha continuato - devono rappresentare una tappa per intraprendere un concreto percorso politico verso una pace duratura, che non può che fondarsi sulla soluzione a due Stati. Occorre la volontà di perseguirla da parte di tutti gli attori coinvolti, per non abbandonare il dialogo a metà - come già accaduto in troppe occasioni - con l’inevitabile ripresa, nel tempo, del conflitto, con violenza e vittime sempre maggiori”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella nel brindisi della cena al G7.

«G7 si riconosce in rispetto diritti persona»

«Gli Stati rappresentati a questo tavolo - ha continuato il Capo dello Stato - si riconoscono nei principi dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto dei diritti della persona, della cooperazione internazionale. Considerazioni tutt’altro che scontate, se si pensa al preoccupante aumento delle pulsioni autoritarie in tante parti del mondo, con le conseguenze che ne derivano: compressione dell’inviolabile sfera della persona a livello interno e condotte aggressive nella sfera internazionale».

«G7 nasce con adesione convinta a Carta dell’Onu»

«Il secondo elemento che caratterizza il G7 - ha ricordato Mattarella - è costituito dalla adesione convinta a un sistema di regole, che vede nella Carta delle Nazioni Unite la sua manifestazione più alta. La cura di questo sistema di regole - la prima delle quali consiste nel divieto di minaccia e uso della forza nei rapporti fra gli Stati - è un aspetto, oggi, tristemente sfidato. Si affaccia la convinzione che sia possibile sostituire alla comunità internazionale, alle sue regole, al criterio di pari dignità fra gli Stati, la violenza e la sopraffazione».

«G7 piattaforma aperta, si adegui a mutamenti»

«La terza dimensione del G7 che vorrei richiamare - ha affermato - è quella di una piattaforma aperta. Il formato del G7 è in grado di adeguarsi ai mutamenti del contesto internazionale - e lo conferma questa edizione - nella consapevolezza che non possono essere affrontati in un circuito limitato».

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