Fusti in plastica riciclata, così l’innovazione aiuta l’ambiente
Il sistema Draughtmaster di Carlsberg ha superato un modello rimasto invariato da 50 anni
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QQuando nel 2011 Carlsberg Italia ha lanciato DraughtMaster, l’Italia è stata il Paese pilota di una rivoluzione silenziosa: trasformare la spillatura della birra in un laboratorio di sostenibilità. «Con DraughtMaster abbiamo ridefinito gli standard della birra alla spina, integrando in modo virtuoso innovazione, sostenibilità e qualità» spiega Serena Savoca, Marketing & Corporate Affairs Director di Carlsberg Italia. Al posto dei tradizionali fusti in acciaio, la multinazionale danese ha introdotto infatti contenitori in Pet che non richiedono CO₂ aggiunta, mantenendo la birra fresca fino a un mese. Un cambiamento che ha inciso sia sul consumo responsabile – meno sprechi di prodotto – sia sull’impatto ambientale, grazie a una riduzione significativa delle emissioni lungo tutta la catena logistica.
Il sistema ha superato così un modello che era rimasto invariato per oltre cinquant’anni. I fusti in Pet, dal 2024 realizzati per metà in rPet — plastica riciclata e riciclabile —, non richiedono infatti CO₂ aggiunta, sono il 43% più leggeri dell’acciaio e garantiscono freschezza fino a 30 giorni, contro i cinque dei contenitori tradizionali. Più compatti e facili da sostituire, permettono una spillatura efficiente fino all’ultima goccia, riducendo sprechi e semplificando il lavoro degli esercenti. L’impatto ambientale, spiega Savoca, è misurato attraverso l’analisi del ciclo di vita e sintetizzato dall’“Orologio degli alberi”: ogni 60 litri spillati evitano 25 kg di CO₂, pari all’assorbimento annuo di un albero. «Oggi il 97% della birra in fusto distribuita da Carlsberg Italia utilizza questa tecnologia».
Il percorso di innovazione e sostenibilità per Carlsberg è proseguito poi anche con EXTRA10, un nuovo sistema da 10 litri introdotto nel 2024 dopo oltre tre anni di ricerca e 15 milioni di euro di investimenti. Pensato per bar e ristoranti di piccole dimensioni, consente di estendere i benefici ambientali anche ai locali con consumi ridotti.
L’attenzione all’ambiente però, precisa Savoca, non riguarda soltanto i processi industriali. Tra il 2021 e il 2023 con il progetto Take Back – Give Back Carlsberg ha coinvolto Milano in un esperimento di economia circolare: i fusti esausti, raccolti presso clienti selezionati, sono stati trasformati in arredi urbani insieme a studenti del Politecnico di Milano con il fine di donarli alla comunità del quartiere Bovisa. «Il progetto ha contribuito a recuperare 3.657 kg di plastica, riducendo del 90% le emissioni di CO₂ nella fase finale di realizzazione degli arredi», spiega Savoca, sottolineando come questo risultato si inserisca nella più ampia strategia Esg del gruppo che punta a zero rifiuti da imballaggio e zero emissioni.«Questo progetto - conclude - ci ha supportato nella dimostrazione che è possibile trasformare un rifiuto in risorsa, generando benefici tangibili per il territorio e rafforzando il legame con le comunità locali».


