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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Il mercato delle fusioni e acquisizioni, che ogni anno muove tra i 70 e gli 80 miliardi di euro, alimenta alcune delle operazioni più strategiche del panorama economico. Ed è uno dei terreni più dinamici e competitivi per i grandi studi legali d’affari, italiani e internazionali, chiamati a guidare trasformazioni che ridisegnano interi settori.
Il 2025 ha segnato un punto di svolta. Il mercato dell’M&A ha accelerato la propria evoluzione, spinto da nuovi equilibri economici, innovazione e scenari globali in continua trasformazione. E insieme al mercato è cambiato profondamente anche il lavoro legale: più veloce, più sofisticato, sempre più centrale nelle strategie delle imprese.
«Il vero cambiamento che osserviamo oggi è qualitativo più che quantitativo - spiega Bruno Gattai, managing partner di PedersoliGattai -. Le operazioni non vengono più valutate soltanto sulla base della crescita attesa, ma sulla capacità degli asset di resistere alla complessità: solidità della governance, qualità del management, presidio della supply chain, indipendenza energetica, capacità tecnologica e posizionamento internazionale sono diventati elementi centrali nella valutazione strategica».
Gli effetti concreti sono stati numerosi. «La situazione geopolitica e macroeconomica non ha generato un rallentamento, ma condizionamenti indiretti: volatilità energetica, cicli decisionali più lunghi, processi di financing più strutturati. Dal punto di vista legale, questo si traduce in due diligence più analitiche, focus sui flussi di cassa e working capital, crescente rilevanza di clausole Mac, covenant e meccanismi di aggiustamento prezzo» spiega Eliana Catalano, managing partner di BonelliErede.
In questo scenario, il mercato italiano ha mostrato una resilienza significativa: «Soprattutto nel segmento mid-market, dove il nostro sistema industriale continua a esprimere imprese ad alta specializzazione, forte capacità manifatturiera e posizionamenti competitivi internazionali molto solidi» continua Gattai.