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di Giuseppe Latour e Giovanni Parente
di Fabrizia Villa
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Ventura Projects torna per il terzo anno a invadere i Magazzini Raccordati della Stazione Centrale, che nel 2019 passano da 9 a 16, con 17 installazioni internazionali che come sempre hanno voglia di sorprendere. Dopo giornate in giro per la città, Centrale ha l’enorme pregio di concentrare in una sola strada, via Ferrante Aporti, tutti gli appuntamenti più interattivi, immersivi e tecnologici del fuorisalone.
Si parte con Aria, nuovo brand dedicato a realizzare soluzioni di luce minimaliste, che nel Tunnel 1 presenta “Come To Light”, un’installazione sensoriale ideata da Luca Moreni e Roberto De Zorzi, un viaggio dove l’immaginazione viene alla luce. L’elemento luminoso cilindrico si mescola con l’ambiente circostante dando vita a un’atmosfera da sogno, disegnando forme nello spazio, con effetti cromatici che cambiano dinamicamente.
Tra i ritorni più attesi, quello del designer olandese Maarten Baas, che quest’anno porta a Milano in anteprima mondiale una nuova video installazione, “I Think Therefore I was”: centinaia di monitor che mostrano migliaia di frammenti in cui vengono pronunciate le parole “I think”. Il risultato è una cacofonia di suoni emessi da personaggi famosi e gente comune per riflettere in modo ironico sul concetto di opinione come presupposto di esistenza.
Secondo anno a Ventura Centrale anche per gli olandesi di Lensvelt che con Modular Lighting Instruments propongono una selezione di pezzi di designer , architetti e artisti come Maarten van Severen, OMA, Gerrit Rietveld, Maarten Baas e Fabio Novembre in una scenografia disegnata da JPSArchitects.
Si prosegue con “Tides”, dell'azienda coreana Noroo, che a Ventura Centrale s'interroga su quale sarà il colore del design in futuro. Il risultato proposto in modo provocatorio dai coreani è che sarà il colore fluido delle maree, una tinta che cambierà con il mutare del ritmo della natura. A interpretare il concetto, due artisti: il coreano Kwangho Lee e lo studio danese Wang & Söderström. Il primo presenta 100 sgabelli modulari della serie The Moment of Eclipse, mentre il secondo propone un paesaggio ultraterreno con colori da sogno, che fa sentire il visitatore al centro di un'eclisse solare.
Se l’esperienza deve essere interattiva, allora meglio puntare su “Tell me more”, l’invito che Rapt studio, per la prima volta a Milano, fa ai suoi visitatori. L'idea è quella di riproporre ai Magazzini Raccordati l’emozione di entrare in un luogo come individui e di lasciarlo come parte di una comunità allargata. All'ingresso, si trovano delle cabine protette da drappeggi dove si è chiamati a rispondere alla domanda posta dal visitatore che ci ha preceduti, quindi si passa a una zona successiva dove si è incoraggiati a iniziare una conversazione con le persone che ci circondano. Per l’installazione lo studio americano ha collaborato con Rich Brilliant Willing, Moooi Carpets, Mae Engelgeer, Erik Bruce, Dzine, Sancal, Blå Station e The Bradley Collection.
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