Fs, l’ad Donnarumma rassegna le dimissioni
La decisione in un Cda straordinario dopo che l’uscita era stata annunciata la scorsa settimana al termine di un incontro con Salvini
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Stefano Donnarumma non è più l’amministratore delegato di Fs. Il manager ha rassegnato le dimissioni in un cda straordinario che «ha preso atto» di una decisione che era stata già annunciata la scorsa settimana dopo l’incontro che il capo delle Ferrovie italiane aveva avuto con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. In quell’occasione il vicepremier aveva parlato di un «avvicendamento concordato e condiviso».
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Uscita anticipata
L’uscita di scena di Donnarumma è stata però anticipata rispetto a quanto trapelato inizialmente: tra le pratiche da portare a termine dall’ad c’era l’approvazione del bilancio semestrale che avverrà in un cda di fine luglio. A pesare sulla fine anticipata del suo mandato (in scadenza tra un anno) sono stati i numerosi disservizi che hanno colpito la rete ferroviaria ma anche divergenze tra il manager e l’azionista Mef (e quindi Giancarlo Giorgetti, leghista come Salvini) su alcune scelte di Donnarumma, in particolare l’acquisizione del ramo d’0azienda Pizzarotti e la volontà di aprire a capitali esteri per investimenti futuri di Fs.
Dopo le dimissioni dell’ad, il Cda «provvederà ad avviare le procedure previste per assicurare la piena continuità della governance e delle attività del gruppo, nel rispetto delle disposizioni statutarie e normative vigenti».
La successione con un interno
Per la successione di Donnarumma il nome più più probabile è quello di Gianpiero Strisciuglio, attuale ad di Trenitalia. Il prossimo ad, ha detto Salvini, «lo sceglieremo internamente fra i ferrovieri, cioè non ci saranno nomine politiche, partitiche, esterne». Quindi, ha sottolineato, «ci lavorerà qualcuno che già si occupa di ferrovie da tanto tempo».
Il gruppo Fs «conferma il proprio impegno nella realizzazione del Piano Industriale, garantendo continuità operativa, efficienza gestionale e piena attuazione dei programmi di investimento a servizio della mobilità del Paese».







