Frodi sulle carte di credito: attenti alla spia nel bancomat
di Ivan Cimmarusti
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3' di lettura
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La “rete” è lanciata nelle città d’arte italiane: sportelli Atm truccati con microcamere e skimmer grandi quanto un’unghia, per raccogliere il maggior numero di codici di carte di credito e bancomat. Una frode su larga scala che ha come vittime predestinate i turisti stranieri. Attraverso strumenti tecnologicamente avanzati che clonano le bande magnetiche, interi conti correnti bancari sono svuotati con operazioni di prelievo che poi avvengono in altre località del mondo: Indonesia, Belize e Giamaica, dove sono ancora utilizzati Atm che leggono esclusivamente le bande magnetiche.
Si stima che circa 150mila euro alla settimana siano sottratti a ignari turisti, derubati dei propri risparmi da associazioni per delinquere dell’est Europa che in Italia vengono a fare incetta di dati bancari. Un fenomeno che nel periodo estivo rischia di incrementare parallelamente alla crescita dell’afflusso turistico.
Da Roma a Venezia
Da Roma a Firenze, fino a Torino, Napoli, Bologna, Milano e Venezia: le città a maggior attrazione sono diventate le piazze in cui si consuma quella che risulta essere una razzia senza precedenti. E così, le grandi aree storiche, i musei e tutte le bellezze italiane che attirano i turisti, assumono anche la connotazione di luoghi-esca. Sono gli Atm sparsi in queste zone ad essere “truccati”, così da acquisire illecitamente quanti più codici bancari. La raccolta può essere impressionante: i prelievi svuotano i conti correnti per migliaia di euro.
La scelta di puntare sugli stranieri, poi, risponde a una strategia specifica: gli importi relativi ai prelievi di denaro contante e ai pagamenti con carte all’estero, non sono comunicati all’utente in tempo reale ma a distanza di alcuni giorni, consentendo a questi gruppi criminali di spogliare i depositi.
Un giro d’affari che in un anno può essere quantificato in poco meno di 10 milioni di euro, anche se nei fatti la frode può raggiungere valori superiori, che sfuggono anche agli accertamenti delle autorità.




