Arte e business

Frieze esce al portafoglio del gruppo americano Endeavor

Il delisting della holding determina la cessione di alcune attività, tra cui il marchio Frieze: chi avrà il coraggio di rilevare i sette appuntamenti con il mercato dell’arte?

di Maria Adelaide Marchesoni

3' di lettura

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Quale sarà il futuro di Frieze? La domanda non ha nulla a che fare con l’andamento del mercato dell’arte ma è collegata al comunicato che il conglomerato americano dell’intrattenimento Endeavor Group Holdings, casa madre di Frieze, ha emesso in questi giorni per dichiarare al mercato che il management ha avviato un’analisi per valutare la possibilità di vendere alcuni eventi del suo portafoglio, tra cui in esame, oltre ai tornei di tennis Miami Open e Madrid Open, le fiere d’arte moderna e contemporanea che operano sotto il marchio Frieze.

La società basata a Beverly Hills ha incaricato The Raine Group di assisterla nel processo, e “ha specificato che non ha un calendario definitivo per il completamento dell’operazione e potrebbe anche non sfociare in alcuna azione specifica”. Tuttavia i recenti documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission dicono esplicitamente che Endeavor dovrà “fare del proprio meglio” per liberarsi di alcune delle sue partecipazioni - un insieme eterogeneo che comprende società come Frieze … e la chiusura dell’operazione è prevista per il primo trimestre del 2025”.

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In occasione di Frieze New York nelle discussioni tra gli addetti ai lavori erano già emerse alcune indiscrezioni su un’eventuale cessione del business fieristico in seguito all’accordo concluso da Endeavor Group Holdings, qualche giorno prima, con il titano del private equity Silver Lake Partners, e come questo accordo avrebbe potuto influenzare il business di Frieze.

L’accordo prevede il delisting del gruppo quotato al NYSE (EDR oggi ha aperto a 29,67 $) dopo soli tre anni dalla discussa Ipo. Gli azionisti di Endeavor riceveranno 27,5 dollari per azione in contanti, che rappresentano un premio del 55% rispetto ai valori di mercato.

Chi potrebbe comprare Frieze?

L’ipotesi più immediata, ma anche molto azzardata, sarebbe quella che vede protagonista James Murdoch, figlio di Rupert e fondatore della Lupa Systems e possiede tutte le altre fiere d’arte in quanto proprietario di maggioranza di Art Basel. Il motivo: sbarazzarsi della concorrenza e accaparrarsi Frieze, monopolizzando il circuito globale delle fiere d’arte.

MCH Group, come viene indicato nella relazione semestrale: “dopo aver attraversato diversi anni difficili, caratterizzati da significative pressioni economiche e finanziarie, nella prima metà del 2024 ha compiuto notevoli passi avanti, proseguendo la notevole inversione di tendenza e investendo nella stabilizzazione delle attività commerciali”. Pur avendo ottenuto risultati significativi il gruppo non ha ancora raggiunto la redditività e il prossimo obiettivo è il raggiungimento del pareggio a fine 2024: continuare ad aumentare l’efficienza in tutte le aree e risparmiare sui costi. All’eventuale acquisto ci sarebbe anche un altro ostacolo, quello di convincere al deal i cantoni svizzeri che possiedono ancora una grossa fetta di Mch Group.

Numerose sono le ipotesi che si possono azzardare tra le conglomerate attive nel segmento della moda e dell’intrattenimento perché le fiere d’arte, oltre ad essere momenti di business per i galleristi, sono diventate sempre di più momenti di intrattenimento per appassionati collezionisti.

Al di là di chi sarà il compratore interessante sarà capire il valore della cessione in un momento in cui il mercato dell’arte sta attraversando una situazione problematica.

Le attività di Frieze

Endeavor è diventato proprietario di Frieze nel 2016 e all’epoca i termini dell’accordo prevedevano che i venditori avessero un’opzione put per vendere la loro partecipazione residua del 30% dopo l’anno fiscale 2020. La società disponeva anche di un’opzione put e call residua del 30% da esercitare dopo l’anno fiscale 2020. Il prezzo dell’opzione put e call era pari all’Ebitda dell’anno precedente di Frieze moltiplicato per 7,5 volte. Nel maggio 2023, la società ha esercitato l’opzione call per acquistare la restante quota del 30% per 16,5 milioni di dollari.

Nel 2023 Frieze ha aggiunto al suo portafoglio due grandi eventi statunitensi: l’Armory Show di New York e l’Expo Chicago. Le due operazioni hanno segnato un’importante mossa di consolidamento del settore e hanno portato il numero di fiere a marchio Frieze a sette in tutto il mondo. Queste includono quattro fiere negli Stati Uniti, a sottolineare il continuo peso del continente nel mercato globale dell’arte dopo aver lanciato l’edizione di New York nel 2012 e quella di Los Angeles nel 2019 e nel 2022 l’espansione prosegue con l’edizione inaugurata di Frieze Seoul, il primo avamposto in Asia.

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