Agroalimentare

Fratelli Carli, cresce la filiera della sostenibilità

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Prosegue la marcia della Fratelli Carli, verso la creazione di un “distretto Benefit” della filiera della fornitura. Attualmente il 46,2% dei fornitori rilevanti fa riferimento ai quattro codici (ambientale, sociale, economico ed etico) di sostenibilità, mentre sono quattro le aziende B corp o società Benefit che operano nella catena di fornitura dello storico gruppo oleario imperiese. L’obiettivo è far salire la percentuale al 55%, entro il 2025.

È quanto emerge dal 4° Report di sostenibilità (relativo all’anno 2023) appena pubblicato dalla Fratelli Carli, con la pianificazione delle attività fino al 2025. L’azienda, che dal 1911 vende direttamente al consumatore e consegna a domicilio i propri prodotti in Italia e all’estero, è stata prima azienda produttiva italiana certificata B corp, nel 2014, ed è divenuta, poi, società Benefit nel 2019.

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Quello della fornitura è solo uno dei cinque pilastri tematici in cui è suddiviso il report. Il primo riguarda le persone e, relativamente a queste, nel 2023, si legge nel documento, «Fratelli Carli ha confermato il suo impegno per la parità di genere, con il 52% della forza lavoro femminile, mentre il 36% dei dipendenti è in azienda da oltre 20 anni, segno di un ambiente di lavoro stabile e inclusivo. Centrale il ruolo della formazione», con +32% di ore erogate, rispetto all’anno precedente. Quanto a prodotti e materiali, l’azienda «ha condotto l’analisi Slca (valutazione sociale del ciclo vita) sul 50% delle sue linee di prodotto» (pari a 83% del fatturato) e «ha raggiunto l’obiettivo del 99,96% di cartone certificato Fsc (che garantisce la corretta gestione delle foreste) e dell’utilizzo di solo l’1,1% di plastica». Nell’ambito energia e risorse, con l’inventario delle emissioni scope 3 (indirette di gas serra, ndr) è stato possibile quantificare e compensare interamente, anche per il 2023, tutte le emissioni derivate dalla logistica di consegna per l’Italia e per l’estero». L’azienda «ha inoltre ridotto del 26% le emissioni di CO2 equivalenti scope 1 (emissioni dirette controllate dall’organizzazione, ndr) e scope 2 (indirette legate all’energia acquisita, ndr)». Il quinto pilastro riguarda cultura e tradizione mediterranea e ha compreso un progetto educativo con le scuole superiori e uno con l’università di Genova (borsa per dottorato).

«Però il nostro impegno - afferma Claudia Carli, quarta generazione della famiglia alla guida dell’azienda - non si ferma qui: stiamo già guardando al futuro, con un piano concreto per i prossimi anni, che si poggia su obiettivi condivisi che guardano a tutti i nostri pilastri di sostenibilità». Gli obiettivi per il 2025 sono: far crescere l’intero customer care; raggiungere il 55% delle linee di prodotto analizzate con l’Slca; completare il progetto del “distretto benefit”; portare (si è detto) al 55% i fornitori rilevanti coinvolti nel percorso di sostenibilità; e proseguire l’impegno per la diffusione della cultura dell’olivo e della tradizione alimentare mediterranea.

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