Franco Moschino in mostra al Forte di Bard di Aosta
Dal 31 ottobre la struttura valdostana ospiterà un omaggio allo stilista e imprenditore, fondatore dell’omonimo marchio, scomparso nel 1994 a 44 anni
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I punti chiave
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Si inaugurerà il 31 ottobre al Forte di Bard di Aosta, dove resterà fino al 14 febbraio 2027 la mostra dedicata a Franco Moschino, che negli anni 80 fu considerato l’enfant prodige della moda. L’esposizione, realizzata dal Forte di Bard in collaborazione con CZ Fotografia e con il patrocinio e il sostegno di ADCI - Art Directors Club Italiano, è a cura di Pier Paolo Pitacco, in collaborazione con Catia Zucchetti e con il contributo critico di Giuseppe Mastromatteo, e presenta nelle sale delle Cantine un percorso inedito che celebra il genio visionario, ironico e profondamente rivoluzionario di Moschino.
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L’interesse del Forte per la moda
Dopo le monografiche dedicate a Gian Paolo Barbieri e a Gianfranco Ferré, il Forte di Bard conferma il suo impegno a raccontare la recente storia del costume: il percorso espositivo raccoglie oltre 200 fotografie, i vestiti più iconici e preziosi materiali d’archivio che ripercorrono la carriera di uno dei più straordinari innovatori del fashion system mondiale, un creativo che ha fatto della provocazione, del gioco e del rifiuto dei dogmi accademici la propria inconfondibile firma.
Da stilista ad artista
Franco Moschino è ricordato non solo come un grande stilista, ma come un artista a tutto tondo che ha usato la moda per commentare la società, spingendo i confini della creatività e lasciando un segno indelebile nella storia del costume: stilista rivoluzionario, pubblicitario provocatore, pacifista e precursore del movimento eco-friendly. Lui stesso amava definirsi un “pittore”, che usava la moda come mezzo per esprimere la sua arte e la sua visione. Le sue creazioni, caratterizzate da un’ironia pungente e un’estetica pop e anticonformista, si propongono come parodia e critica dello stesso mondo della moda. Rielabora capi classici, aggiungendo dettagli irriverenti, come tailleur “alla Chanel” con girandole al posto dei bottoni o il celebre tubino nero con il prezzo ricamato sul capo, o addirittura gonne realizzate interamente di cravatte.
Sostenibile quando ancora non si parlava di Esg
Sperimentatore ed ecologista ante litteram, è stato uno dei primi couturier a far sfilare pellicce ecologiche, inaugurando quello che diventerà un vero e proprio trend. L’Italia è stata per Moschino un patrimonio di simboli, un territorio infinito d’esplorazione. Il suo immaginario comprendeva la Gioconda di Leonardo, il David di Michelangelo, i Pupi Siciliani - che si vedono usati come ciondoli in un look total black - La Gazzetta dello Sport, Il golfo di Napoli: tutto diventava materia plastica per creare una moda non solo elegante ma anche divertente, ironica, giocosa. Un’eredità che ancora oggi ispira le nuove generazioni di creativi.






