La protesta

Francia, il governo salva i sussidi al gasolio per fermare l’assedio degli agricoltori

Il Governo rinuncerà a tagliare le agevolazioni sul gasolio a uso agricolo. Per i sindacati in 72mila hanno aderito alle manifestazioni

di Redazione Esteri

La protesta degli agricoltori in Francia

3' di lettura

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Il premier francese, Gabriel Attal, apre agli agricoltori in rivolta e promette una serie di concessioni, a partire dalla rinuncia a tagliare gli incentivi sul gasolio. La protesta, che il 26 gennaio ha bloccato diverse città e autostrade, comprese quelle che collegano Parigi alla città settentrionale di Lille e al Belgio, comincia a sgonfiarsi ma non si ferma. Dopo gli annunci di Attal, alcuni sindacati hanno ordinato il “rompete le righe”, invitando i manifestanti a «rientrate a casa». Già in serata i blocchi dei trattori in diverse città, come Bordeaux, Montpellier o Lione, sono stati revocati. Tuttavia, il leader del più grande sindacato agricolo (Fnsea), Arnaud Rousseau, ha invitato i suoi membri a proseguire la protesta.

Francia: oltre 72mila agricoltori partecipano a protesta

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La mobilitazione

Per Rousseau, gli annunci del primo ministro Attal «non hanno risposto a tutte le nostre domande» e «non hanno placato» la rabbia di molti agricoltori. Secondo i sindacati Fnsea e Jeunes Agriculteurs, «72mila agricoltori si sono mobilitati in oltre 85 dipartimenti», con «41mila trattori» sulle strade. Per il 27 gennaio è in programma una manifestazione a Le Touquet (Pas-de-Calais), vicino all’abitazione del presidente Emmanuel Macron.

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La contestazione puntava ad aumentare la pressione sul Governo Attal, accusato di non fare abbastanza per aiutare gli agricoltori. Per Attal è la prima crisi dalla sua recente nomina: nel pomeriggio era in Haute-Garonne, in visita a un allevamento di bestiame nel piccolo comune di Montastruc-de-Salies, un villaggio di montagna, vicino al confine con la Spagna, a circa 800 chilometri da Parigi. Ad accompagnarlo c’erano Marc Fesneau, ministro dell’Agricoltura, e Christophe Béchu, ministro della Transizione ecologica.

Le concessioni

«Abbiamo sentito il vostro messaggio forte e chiaro», ha detto Attal, rivolto ai manifestanti che lo aspettavano. Il premier è arrivato all’appuntamento con un pacchetto di misure da annunciare, tra cui una serie di semplificazioni normative da attuare in tempi rapidi e la rinuncia a ridurre le agevolazioni fiscali sul gasolio per uso agricolo. Ha poi garantito che il governo di Parigi colpirà con «sanzioni molto pesanti» le aziende che violano le cosiddette “leggi Egalim”, a protezione del reddito degli agricoltori. Il premier ha anche ribadito che Parigi si opporrà alla ratifica al trattato di libero scambio tra Unione Europea e Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay).

«Stiamo lottando per la nostra indipendenza agricola e la nostra sovranità. Non possiamo lasciare i nostri agricoltori in balia della concorrenza sleale. Non capisco chi contrappone la difesa degli agricoltori alla difesa dell’ambiente», ha aggiunto Attal. Annunciati anche 50 milioni di euro per la filiera del biologico e aiuti per gli agricoltori della Bretagna, colpiti dalla tempesta Ciaran, e per la viticultura.

Nel tentativo di allentare le tensioni, i ministri delle Finanze e dell’Agricoltura hanno discusso con rappresentanti dell’industria alimentare di prezzi equi per i prodotti, una priorità per gli agricoltori, che lamentano di essere danneggiati dalle pressioni del Governo a ridurre i prezzi al consumo. Negli scorsi mesi, le Maire ha spinto i giganti del settore alimentare, come Carrefour e Danone, ad abbassare i prezzi, per contrastare l’inflazione, attirando su di sé le critiche degli agricoltori. Il ministro ha promesso che sarà «spietato» nei confronti dei colossi dell’industria alimentare e della distribuzione, per garantire l’adeguata retribuzione ai produttori agricoli.

La Francia, il più grande produttore agricolo dell’Unione Europea, ha già registrato due settimane di proteste nelle regioni rurali. Scene analoghe si sono viste in altri Paesi, come Germania e Polonia.

Proteste in Belgio

In Belgio, gli agricoltori valloni sono scesi in strada con i trattori per bloccare le frontiere. Chiedono «prezzi equi per la loro produzione e norme più in linea con la realtà». Giovedì 1° febbraio è prevista una protesta a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo straordinario, con cortei di trattori provenienti da Liegi, Namur e Charleroi.

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