Francia, Barnier annuncia patrimoniale per i più ricchi
Per ridurre il debito «colossale» il primo ministro propone incisivi tagli alla spesa e un contributo da parte di grandi imprese e grandi patrimoni. Critici i macroniani
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«Prendiamoci cura della République, è debole. Prendiamoci cura dell’Europa, è necessaria. Prendiamoci cura delle francesi e dei francesi, che ci chiedono di superare le nostre differenze». In un’Assemblée continuamente chiassosa, su iniziativa dei deputati della sinistra della France Insoumise, il nuovo primo ministro Michel Barnier ha presentato il programma del governo più difficile della storia recente della Francia. Difficile per le sfide immediate che dovrà affrontare, difficile per le tensioni che si agitano sotto un esecutivo di minoranza, che gli impongono spesso di “correggere” le prese di posizione dei diversi ministri.
«Sull’orlo del precipizio»
«Vi chiedo molto, con poco, e partendo da lontano»: ha citato il discorso di Charles de Gaulle, pronunciato nel maggio 1942 da Londra, Barnier che deve immediatamente affrontare due «spade di Damocle». Il primo è quello dei conti pubblici che chiedono di essere risanati: «Siamo sull’orlo del precipizio», ha detto Barnier. Il primo ministro ha annunciato che il deficit scenderà al 5% nel 2025 e potrà rientrare sotto il 3% nel 2029, con tempi non velocissimi.
Tagli alle spese, imposte sui ricchi
I due terzi della manovra che sarà presentata a giorni sarà costituita da tagli alle spese (con la lotta all’elusione, ma anche «all’illusione di sovvenzionare tutto»), ma non mancheranno aumenti delle imposte: per le imprese grandissime che realizzano profitti importanti, «senza danneggiare la nostra competitività» e per i più ricchi. «Ci sono scelte serie e gravi da fare», ha detto Barnier, ai deputati. La seconda spada di Damocle riguarda il debito ambientale, che sta a cuore a Barnier, ministro dell’ecologia negli anni 90. Viene confermata la scelta nucleare, ma anche l’impegno per le energie rinnovabili. «Mai sacrificare l’avvenire per il presente», ha detto citando l’ex primo ministro radicale Pierre Mendés France.
Ripensare pensioni e proporzionale
Barnier ha invocato un metodo, che risente della natura minoritaria del suo governo: il rispetto di tutte le forze politiche «anche se questo rispetto non sempre sarà reciproco», ha detto riferendosi alle continue contestazioni – alle quali il primo ministro non ha permesso di interromperlo – della sinistra estrema. Sarà affrontata la questione del suffragio proporzionale, di cui si discute molto in questo periodo; e si ripenseranno anche le pensioni, ma rispettando la tenuta finanziaria del sistema.
Nessun ripensamento su aborto e matrimonio per tutti
In un dibattito politico che ha spesso parlato di “linee rosse” da non superare («a volte anche molto rosse», ha ironizzato il primo ministro) Barnier ha voluto sottolineare le proprie. «Non ci sarà alcuna tolleranza verso razzismo e antisemitismo. Non ci sarà alcuna tolleranza verso la discriminazione delle donne. Non ci sarà alcuna tolleranza verso il comunitarismo. Non ci sarà alcun cedimento sulla difesa della laicità. Nessuno». Non saranno limitate le libertà conquistate nel corso degli anni (il riferimento esplicito è all’aborto), non sarà rimesso in discussione la legge sul matrimonio per tutti, né quelle sulla pena di morte. Risposte chiare alle polemiche, non certo vuote, degli ultimi giorni.









