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Fra motori e arte, la vita dei brillanti Bugatti

A Londra si ripercorre l’opera e la complessa vicenda umana di una dinastia di innovatori in diversi campi. E c’è anche l’unico esemplare originale esistente della Tipo 39 da corsa

di Nicol Degli Innocenti

3' di lettura

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Questo fine settimana Londra riscopre e celebra uno dei nomi italiani più celebri nel mondo: Bugatti. Un nome che fa pensare subito alle auto, ma che in realtà rappresenta tre generazioni di artisti straordinari: il capostipite Carlo, designer di mobili, oggetti e argenti, i due figli Ettore, ingegnere e designer di auto, e Rembrandt, scultore; e il nipote Jean, figlio di Ettore che ha consolidato la fama della casa automobilistica con le sue creazioni.

“The brilliant Bugattis”, visitabile alla Treasure House Fair a Chelsea, è la prima mostra dedicata alla straordinaria famiglia da quasi cinquant’anni a Londra. A organizzarla è stato Edward Horswell, collezionista e figlio di collezionisti di opere d’arte dei Bugatti, che è riuscito a convincere altri appassionati a privarsi per qualche giorno dei loro tesori.

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«I Bugatti sono stati tutti pionieri nei loro rispettivi campi, sono sempre riusciti a sposare estetica, innovazione e funzionalità e hanno sempre ambito alla perfezione», spiega Horswell.

“The brilliant Bugattis”, la creatività dei Bugatti in mostra a Londra

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Carlo, nato a Milano nel 1856, aveva studiato all’Accademia di Brera e poi a Parigi e aveva iniziato a creare mobili del tutto originali, ispirati alle tradizioni decorative islamiche e giapponesi, utilizzando legni diversi, pergamena e intarsi di ottone e peltro. Una sua scrivania del 1904, in mostra, era stata realizzata per il suo amico Giovanni Giacometti e compare in diversi quadri del figlio Alberto Giacometti. In mostra anche dei rarissimi vassoi e servizi da tè in argento creati dall’instancabile creatività di Carlo.

Creatività che è riuscito a trasmettere ai due figli. Rembrandt, il secondo figlio, era uno scultore di grande talento specializzato in ritratti di animali che osservava dal vero e da vicino. I suoi bronzi di pantere, leonesse, ippopotami, cervi e antilopi sono ora molto quotati e ricercati dai collezionisti. Uno dei primi a scoprirlo era stato Alain Delon, che aveva collezionato ben 39 statue di Rembrandt.

«Queste non sono sculture di animali, sono ritratti di quel particolare animale – spiega Horswell -. Rembrandt è unico per il modo in cui riusciva sempre a cogliere la loro personalità e individualità». In mostra numerosi bronzi, tra cui il ritratto di Wurst, il suo amato cane bassotto. Nel 1916 Rembrandt, depresso dalla guerra che aveva tra l’altro costretto lo zoo di Anversa a uccidere molti degli animali che lui aveva ritratto, si suicidò. Aveva 31 anni.

Anche la vita del primogenito di Carlo, Ettore, è stata toccata dalla tragedia. Un vero pioniere dell’automobilismo, ingegnere, designer, innovatore, è stato protagonista di un settore nascente dal 1899, quando ha costruito la sua prima auto, fino alla sua morte nel 1947. Come il padre, Ettore era eclettico: è giustamente diventato e rimasto celebre per le sue auto, ma ha anche progettato edifici, navi, aerei e persino treni, accumulando oltre mille brevetti per le sue invenzioni. In mostra una delle Bugatti più rare al mondo, l’unico esemplare originale esistente della Tipo 39 da corsa, che nel 1925 aveva vinto il Gran Premio di Monza. Un secolo dopo, l’attuale proprietario la guida regolarmente nelle strade d’Inghilterra.

Il più stretto collaboratore di Ettore era il figlio Jean, che aveva ereditato dal padre sia il talento per il design, l’estetica e l’innovazione che le competenze tecniche e meccaniche. In mostra uno dei suoi design, la Tipo 57 da turismo. Nel 1939 Jean morì in un incidente stradale mentre provava un nuovo modello, la Tipo 57C. Aveva trent’anni.

La tragedia ha messo fine alla dinastia automobilistica: dal 1952, dopo la morte di Ettore, la casa automobilistica è passata in altre mani. La mostra londinese è l’occasione per riscoprire le opere di tre generazioni di una famiglia geniale: i Bugatti erano davvero brillanti.

“The Brilliant Bugattis”, Treasure House Fair, Londra
Dal 26 giugno al 1 luglio
www.treasurehousefair.com

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