Mercato

Fotografia protagonista a Milano con MIA Photo Fair

La 15ª edizione propone più di 70 gallerie italiane e internazionali che si concentrano su un mercato vivace con proposte accessibili

di Silvia Anna Barrilà

Pietro Paolini, «Buscando a Bolivar», 2009-14, Courtesy Gaze Off

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Fotografia protagonista a Milano per la 15ª edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas, la fiera di settore che si svolge a Superstudio Più in Zona Tortona, da giovedì 19 marzo a domenica 22 marzo 2026. Partecipano 111 espositori, di cui 76 gallerie (in linea con l’anno scorso), 27 internazionali e 24 alla loro prima partecipazione. L’evento ha attratto un grande afflusso di visitatori sia al vernissage, mercoledì 18 marzo, con 2.500 presenze, che nei giorni di apertura. Come l’anno scorso, la qualità della manifestazione è salita, seppure rimanga non sempre omogenea e, talvolta, non abbastanza valorizzata in stand di piccoli dimensioni. Anche la città è sempre più coinvolta, con un circuito off di mostre e progetti di fotografia che entrano anche in luoghi solitamente non adibiti all’arte, come hotel (installazioni ambientali di Erik Kessels al Senato Hotel e di Goldschmied e Chiari allo Straf Hotel) e ristoranti (fotografie subacquee di Alberto Podio insieme a performance sonore di Andrea Ghisalberti da L’altro in Porta Romana).

Héctor Zamora, «Sciame di dirigibili», 2022, Courtesy The artist and Albarrán Bourdais.

Focus latino

Tra i corridoi della fiera non sempre risulta facile la navigazione, anche per il fatto che le sezioni curate siano sparse su tutta la superficie e non raccolte in gruppi, cosa che permette loro di portare anche altre proposte, ma disperde le tematiche. Il focus geografico di quest’anno, curato di nuovo da Rischa Paterlini, è molto ampio e riguarda l’ambito latino. Sono inclusi sia artisti provenienti dalla Spagna e dall’America Latina, sia scatti realizzati in quelle aree da artisti di altre nazionalità, per rivelare uno sguardo dall’esterno.

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Pensiamo alle fotografie realizzate in Ecuador, Bolivia e Venezuela del fiorentino Pietro Paolini, presentato da Gaze Off di Lugano, tra cui ce n’è una che rappresenta un cittadino al voto e ci ricorda il nostro appuntamento referendario di questi giorni, tanto discusso ormai da mesi.

Gerry Johansson, «Anaya de Alba, Spain», 2021, © Gerry Johansson, Courtesy Viasaterna

Oppure il dialogo presentato dalla galleria milanese Viasaterna tra fotografie scattate in Spagna dell’italiano Guido Guidi (vintage, 25 mila euro) insieme a quelle dello svedese Gerry Johnansson (3.200 euro). Allo stand, che ha registrato vendite dal primo giorno, si trovano anche il giapponse Takashi Homma con le sue fotografie di funghi contaminati da Fukushima e la serie dell’oceano visto dalle Hawaii (3-7 mila euro), e i paesaggi invernali dell’Ohio dell’inglese Vanessa Winship (nominata per il premio Bnl, prezzi 5 mila euro). Anche la berlinese Galerie Springer, che l’anno scorso aveva partecipato con l’interessante lavoro di Arnold Odermatt nel focus svizzero, ha mostrato lo sguardo sul Messico della tedesca Evelyn Hofer, che utilizza una tecnica molto complicata e oramai in disuso, chiamata “dye-transfer” (prezzi 6.500-8.400 euro). Accanto a lei, un dialogo sull’automobile tra lo stesso Odermatt (4-12 mila euro) e Saul Leiter (4.800-7.500 euro).

I premi

Numerosi, anche in questa edizione, i premi assegnati in fiera. Vincitore del premio del Title Sponsor della fiera, Bnl Bnp Paribas, è stato l’artista messicano Héctor Zamora, presentato dalla galleria di Madrid Albarrán Bourdais, con un lavoro realizzato per la Biennale di Venezia, “Sciame di dirigibili”. Accanto a lui in stand Ivan Argote, anche lui con opere legate all’Italia, realizzate a Villa Borghese durante una residenza, e lo spagnolo Alberto Garcia Alix, con opere pure realizzate a Venezia nel 1986 (per tutti e tre il price range è 10-25 mila euro).

Gleeson Paulino, «Faz de conta», 2018, Courtesy ORMA/CHROMA

Si è mantenuto nella sezione Focus latino il Premio Miramart, assegnato dal collezionista Andera Fustinoni, che va ad arricchire la collezione del Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure. Ma questa volta è andato ad una giovane scoperta: il vincitore è il brasiliano Gleeson Paulino, presentato allo stand condiviso dalla galleria milanese Orma e dalla galleria di San Paolo Chroma (prezzi da 1.000 a 5.400 euro). La presentazione include altri brasiliani anche molto noti in patria, come Claudio Edinger e Araquem Alcamtara, ancora poco conosciuti da noi, per cui i prezzi rimangono contenuti, fino a 7-10 mila euro.

Tra conferme e scoperte

Vari anche i nomi noti esposti in fiera, tra cui Roger Ballen con Building, che dall’anno scorso ha iniziato a rappresentarlo in esclusiva in Italia. Ma anche Regina José Galindo, di cui Prometeo ha subito venduto un’opera dall’archivio, frutto di una performance in cui lei ha speso i soldi vinti dal governo guatemalteco per assoldare un sicario che le insegnasse a sparare (12-20 mila euro). Oltre a lei, in stand, c’è un dialogo tra l’italiano Attilio Solzi e l’albanese Erjola Zhuka. La galleria di Sofia +359 Gallery Ltd ha portato Moataz Nasr, egiziano, che da anni lavora in Italia con Continua, e che in “The Slave Market” riprende il pittore francese ottocentesco Jean-Léon Gérôme, per affermare come oggi la donna continui ad essere oggettificata (prezzi 22-25 mila euro, 80 mila per la scultura).

Evelin Hofer, «Barragan, Mexico», 1983, Courtesy Estate of Evelin Hofer, Galerie Springer

Lo stand è incluso nella sezione Beyond Photography, curata da Domenico De Chirico, di cui fa parte anche A Pick Gallery di Torino, con un dialogo tra quattro artiste: Mila Dovrevska, macedone che vive a Milano, che parte dai ritratti dei suoi cari e li ricama andando oltre la tecnica fotografica e riprendendo tecniche tradizionali del suo paese (400-4 mila euro); Leila Erdman-Tabukashvili, siberiana, che unisce il linguaggio del reportage e della fotografia di moda, testi e immagini, per raccontare i giovani che, in luoghi come l’Ucraina e la Giordania, ricercano la normalità e il divertimento (700-2.200 euro); Laura Quinonez, colombiana, che porta avanti una ricerca sui “cimarrones”, gli schiavi africani fuggiaschi, partendo dalle loro capigliature attraverso cui trasmettevano messaggi in codice, oppure nelle quali nascondevano oggetti (1.300-1.700 euro); infine, Maria Elisa Ferraris, italiana, che conduce la sua ricerca in Sardegna – una delle prime terre emerse nel Mediterraneo – parlando di natura ma anche di folclore (800-1.700 euro).Ha gratificato la novità anche il Premio Ettore Molinario, andato alla Vue Gallery di Bruxelles, alla sua prima fiera in assoluto. La galleria, dedicata alla fotografia, con un focus sul femminismo e il gender, è stata fondata solo lo scorso gennaio dalla coppia Charlie Helleputte e Julie Scheurweghs, che è anche l’artista del progetto presentato sull’essere madre (prezzi da 1.500 a 8.500 euro).

I dati di mercato

Il linguaggio accessibile della fotografia, così come il livello di prezzo, rendono questo comparto un mercato vivace, addirittura, in crescita significativa secondo quanto riporta il report di Deloitte sul 2025, che pure è sponsor della fiera. Pubblicato proprio in questi giorni, il rapporto parla di un fatturato totale nel 2025, considerando i dati delle aste di Christie’s, Sotheby’s e Philips, pari a 40,4 milioni di dollari, in considerevole aumento rispetto ai 33,9 milioni del 2024. Il tasso medio di invenduto è sceso al 17,1% dal 20% e l’aggiudicazione media dei lotti è cresciuta fino a 3,4 milioni di dollari (2,4 milioni nel 2024). Le aste dedicate esclusivamente alla fotografia sono state 12, in calo rispetto alle 14 del 2024 e alle 25 del 2023, ma questo è dovuto al fatto che i lotti fotografici di maggior rilievo sono sempre più spesso inseriti nelle aste di arte moderna e contemporanea. Nella fascia alta del mercato troviamo i grandi maestri del novecento, come Man Ray, Cartier Bresson, El Lissitzky, ma anche i protagonisti della Pictures Generation, come Richard Prince, Cindy Sherman e Barbara Kruger.0
Sempre secondo il report, i fotografi italiani battuti all’asta nel nostro paese hanno registrato un fatturato totale poco superiore a un milione di euro, per 249 autori. Il mercato risulta, però, ancora fortemente polarizzato, con pochi nomi ad alta riconoscibilità che assorbono la quota prevalente del valore. La classifica degli autori italiani è dominata da Mario Giacomelli, seguito da Luigi Ghirri e Gabriele Basilico. Un comparto, nel complesso, dinamico e inclusivo, sostenuto da collezionisti giovani, prezzi accessibili, immediatezza comunicativa. Si spera che la fiera continui a migliorare e attirare nuovi pubblici.

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