Foto col semaforo rosso, l’anomalia nell’orario non comporta la nullità
Chi presenta ricorso deve dimostrare che i problemi inficiano l'accertamento
di Marisa Marraffino
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È valida la multa per passaggio col semaforo rosso anche se gli orari dei due fotogrammi che documentano l’infrazione coincidono perfettamente: ciò non basta a dimostrare il malfunzionamento dell'apparecchio. Lo ha stabilito la Cassazione con l'ordinanza 19675 del 17 giugno.
Per la Corte, la violazione è provata dai due fotogrammi che dimostrano l'avvenuto passaggio col rosso, senza che il conducente possa invocare un generico malfunzionamento dell'apparecchio. Nel caso specifico, anche nei due precedenti gradi di giudizio l'automobilista aveva avuto torto.
La Cassazione ribadisce il principio, valido anche in tema di Photored e simili, che è onere di chi propone opposizione alla sanzione indicare in concreto sotto quale profilo l'apparecchiatura utilizzata non sarebbe conforme ai requisiti di installazione o di funzionamento, previsti nel decreto di omologazione e come le eventuali mancanze possano avere inciso sul relativo accertamento della contestata infrazione.
La prova sul difetto di funzionamento del dispositivo automatico è, in altri termini, rigorosamente richiesta «in base a concrete situazioni di fatto» che vanno dimostrate.
La Cassazione ha anche escluso che la sentenza 113/2015 della Corte costituzionale che ha stabilito che tutti gli apparecchi che accertano gli eccessi di velocità vadano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura si applichi ai Photored. Ciò per la diversità di funzionamento: nel caso del passaggio col rosso non si effettuano rilevazioni, ma si accerta la circostanza di fatto del transito a semaforo rosso.



