Coesione

Foti: da fondi Ue possibili spazi per intervenire sulla bolletta

«Sul tavolo del confronto anche interventi per le rinnovabili»

di Carmine Fotina

Il ministro per gli affari europei Tommaso Foti  ANSA

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

ROMA - Le autorità di gestione dei fondi europei hanno ricevuto comunicazione ufficiale in vista di una possibile nuova tranche di riprogrammazione, con cui finanziare misure contro la crisi energetica.

Entra nel vivo così una partita che non si preannuncia semplice, con diverse Regioni che non nascondono dubbi sull’operazione.

Loading...

Per due motivi, principalmente. In considerazione del limitato livello di risorse della programmazione 2021-2027 a tutti gli effetti libere da impegni giuridicamente vincolanti. E in ragione del fatto che, a differenza della precedente rimodulazione approvata dalla Commissione a marzo in coincidenza con il riesame intermedio, anch’essa facoltativa, stavolta le Regioni non hanno incentivi.

La mid term review infatti, con quasi 7,1 miliardi di euro riprogrammati dall’Italia sulle varie priorità fissate dalla Commissione (su un totale europeo di 34,6 miliardi), aveva trovato un propellente importante nei vantaggi che le Regioni avevano a disposizione sui progetti coinvolti, ad esempio cofinanziamento al 100% e un anno in più per spese e rendicontazione.

La nuova proposta, ufficializzata nelle settimane scorse dal vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto, non può contare, invece, su questa leva.

Il ministro per gli Affari Ue, il Pnrr e la coesione, Tommaso Foti, non è però pessimista. «Le Regioni hanno ricevuto oggi una lettera e dobbiamo confrontarci con le autorità di gestione, fermo restando che il vicepresidente Fitto ha chiarito che si tratta di un’opportunità, non di un obbligo. Evidentemente, faccio presente che non è che le regioni a riguardo nulla rilevano, perché hanno anche 20 piani energetici regionali con i quali bisogna confrontarsi. Quindi penso che vi possano essere condizioni per individuare degli spazi che servano al tema». Il Fondo sociale europeo (Fse), prosegue il ministro, potrebbe essere lo strumento da utilizzare per intervenire sui costi della bolletta per le famiglie. Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) quello per le politiche a favore delle rinnovabili.

La nuova riprogrammazione, comunque, potrebbe rivelarsi alla fine anche più leggera delle prime ipotesi, in ragione del fatto che nel frattempo, e forse anche oltre le speranze iniziali, dalla Commissione è arrivata anche l’apertura per utilizzare, sempre in chiave energetica, fino all0 0,3% del Pil quest’anno e fino allo 0,6% cumulato nel 2026-2028 all’interno degli spazi fiscali fin qui riservati a sicurezza e riarmo.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti