Fossili venuti dal futuro: le creazioni di Corrina Goutos sono pezzi unici
Una controproposta all’accelerazione. Residui di oggetti prodotti in serie insieme a materiali naturali grezzi: un mix di detriti industriali e tracce di storie precedenti.
di Sara Sozzani Maino
2' di lettura
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Nel lessico dell’arte, ci sono neologismi che condensano una specialissima visione del mondo. Anthrosmithing, il termine coniato da Corrina Goutos, appartiene a questa categoria.
E sta a indicare una filosofia che scardina la grammatica dell’artigianato. Al suo centro, un rovesciamento radicale: l’idea che l’artigiano non domini la materia, ma prenda parte all’atto creativo come uno fra i molti agenti, immerso in un continuum ecologico in cui erosione, ossidazione, industrializzazione e gesto umano condividono la stessa pratica.
L’artista, nata nello stato di New York, vive oggi ad Amburgo. La sua formazione di orafa — disciplina che storicamente incarna l’ideale di controllo e perfezione — viene piegata a un’etica opposta: non più la ricerca del capolavoro come oggetto compiuto e di valore, ma la messa in scena di processi, stratificazioni e memorie materiali.
«Corrina Goutos fonde frammenti di oggetti prodotti in serie con materiali naturali grezzi per farne sculture concettuali e opere d’arte indossabili che ricordano fossili provenienti dal futuro», dice il curatore dell’ultima mostra allo Scad Museum of Art di Savannah in Georgia.
Ogni frammento che entra nel suo lavoro è già un album di storie: residui post consumo, detriti industriali, oggetti marginali che conservano le tracce di vite precedenti. L’intervento artistico non cancella la genealogia, ma la amplifica, la espone e alla fine la rende indossabile.










