Formula 1, il ritorno del Sud America: Bortoleto e Colapinto riaccendono la passione dei tifosi
Non saranno Senna o Fangio, ma intanto l’interesse, dei tifosi e le opportunità per i team e per Liberty Media crescono in un mercato in pieno rilancio
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La Formula 1 ha in Lando Norris un nuovo leader della classifica piloti. Il britannico, autore di un weekend di gara perfetto, mostra il meglio di sé e della sua MCL39, uscendo in testa da un primo giro infuocato e arrivando al traguardo in solitudine con mezzo minuto di vantaggio sul secondo, Charles Leclerc. Oscar Piastri, con soli 32 punti negli ultimi quattro GP e nessun podio, sembra aver perso la velocità della prima parte di campionato e anche la lucidità: chissà che questo sorpasso in classifica non possa destarlo per un finale di stagione ancora tutto aperto, con i due compagni di squadra separati da un solo punto.
Il terzo incomodo, Max Verstappen, non si chiama fuori dalla lotta. In un Gran Premio in cui — per usare le parole di George Russell — ha fatto anche da tosaerba, il campione olandese ha mostrato per l’ennesima volta di saper ricostruire la sua gara anche quando tutto sembra perduto. Ora i punti di distacco dalla vetta sono 36, quasi un terzo dei 104 di cinque gare fa.
Ottimi progressi da parte della Ferrari, con un altro podio dopo Austin. Lewis Hamilton, qualificatosi terzo, ha visto la propria gara compromessa da una severa penalità di dieci secondi che lo ha incastrato nel traffico. Charles Leclerc, autore di una gara solidissima nella gestione delle gomme, è riuscito ad artigliare un secondo posto meritato, anche se favorito da una Virtual Safety Car che ha evitato all’arrembante Verstappen di effettuare un probabile sorpasso all’ultimo giro. Con queste ultime due gare, la Ferrari riprende il secondo posto in classifica costruttori, ma il vantaggio sulle rivali, come si può vedere in classifica, è risicato.
L’anima verdeoro della Formula 1
Il weekend di San Paolo è uno dei più attesi dagli appassionati di Formula 1. Il Gran Premio del Brasile è nel calendario dal 1973 e, dopo l’interruzione del 2020 a causa del Covid, è tornato tra le tappe del campionato con il nuovo nome di Gran Premio di San Paolo. A lungo appuntamento conclusivo della stagione, il circuito di Interlagos ha ospitato grandi battaglie e prestazioni indimenticabili, tra cui l’edizione 2024, con un Max Verstappen straripante che, in condizioni di scarsa aderenza, ha corso un’altra gara rispetto ai rivali. La storia, però, sorride alla McLaren, detentrice del maggior numero di successi in Brasile con 12 vittorie. Il passato glorioso a Interlagos porterà fortuna ai piloti della scuderia papaya?
La Formula 1 riflette l’identità e la storia dei Paesi che la ospitano, e il Brasile ne è un esempio emblematico. Ben trentadue piloti brasiliani hanno partecipato ad almeno un Gran Premio, e tra questi tre sono diventati campioni del mondo: Emerson Fittipaldi con la Lotus nel 1972 e nel 1974, Nelson Piquet nel 1981, 1983 e 1987, e Ayrton Senna con la McLaren nel 1988, 1990 e 1991. Nonostante un passato glorioso, una vittoria di un pilota brasiliano manca dal 2009, quando Rubens Barrichello trionfò al Gran Premio d’Italia alla guida della Brawn GP, firmando la vittoria numero 101 per un pilota verdeoro. L’ultima vittoria di un pilota brasiliano in casa risale al 2008, quando Felipe Massa trionfò a Interlagos nella gara che lasciò ai tifosi ferraristi l’amarezza di un mondiale sfumato a poche curve dal traguardo.








