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Come si diventa fleet manager o mobility manager? Non si tratta di un interrogativo da poco, vista la sempre maggiore importanza che queste professioni stanno assumendo nelle aziende italiane. Nella gestione della mobilità, poi, le nuove tecnologie, e in prospettiva l’intelligenza artificiale, assumono un ruolo sempre più di primo piano. «Da tempo l’Ai è presente nel mondo dell’automotive», sottolinea Riccardo Vitelli, presidente dell’Osservatorio Top Thousand. «Il fleet manager del futuro dovrà fare i conti con moltissimi report e dati se vorrà avere una flotta efficace ed efficiente: per questo l’Ai sarà importantissima per l’evoluzione delle flotte aziendali».
Queste considerazioni confermano l’alto valore della formazione e dell’aggiornamento anche nel settore della mobilità aziendale. In questo campo sono attivi diversi attori, sia istituzionali che privati. «Tradizionalmente il mestiere di fleet manager si impara sul campo», aggiunge Giovanni Tortorici, presidente di Aiaga. «È però fondamentale la possibilità di aggiornarsi grazie ai corsi disponibili per fleet e mobility manager». Per questo Aiaga si impegna anche nella formazione, ritenendola indispensabile per la crescita professionale degli associati. A testimonianza di questo impegno l’associazione patrocina e partecipa alla realizzazione di interventi periodici di formazione e ha istituito un sistema di attribuzione di crediti formativi, che possono essere conseguiti frequentando master, corsi, seminari, convegni o eventi formativi. Tra questi ultimi spicca Fleet Manager Academy, che si svolge due volte all’anno, a primavera a Milano e in autunno a Bologna, e che è caratterizzato da un intenso programma di seminari che dura l’intera giornata. La prossima edizione sarà l’8 ottobre alla Fiera di Bologna e, come al solito, sarà ricca di contenuti e di testimonianze di protagonisti del mondo della mobilità.
Restando in Emilia, anche l’Università di Bologna ha concretizzato l’interesse verso queste tematiche con la proposizione di un master in “Sustainable and integrated mobility in urban regions”. A Milano, invece, è da poco partito un corso per Mobility Manager, organizzato dal Sole 24 Ore Formazione e pensato per trasmettere ai professionisti le competenze per affrontare il panorama della mobilità aziendale, con un occhio di riguardo verso la sostenibilità e l’innovazione. Sempre sulla figura del mobility manager si concentra un corso di Assolombarda Servizi, in partenza nel prossimo ottobre. Gli stessi organizzatori offrono anche poi un percorso formativo destinato ai fleet manager, in partenza a giugno, con approfondimenti su car policy, car list, sharing mobility, evoluzione delle motorizzazioni e altro ancora.
Non sono solo fleet manager e mobility manager a puntare forte sulla formazione: anche i broker, che stanno assumendo un’importanza crescente nella diffusione del Nlt, sono attivi su questo comparto. In particolare Amina, l’associazione di categoria, si è impegnata nell’organizzazione di corsi periodici per la formazione della figura del Mobility Consultant, in grado di seguire e indirizzare i clienti nelle scelte in merito alla mobilità. «Puntiamo molto su questa figura, tanto è vero che abbiamo anche istituito un albo professionale, disponibile sul sito della nostra associazione, in cui inseriamo tutti coloro che frequentano questo corso», conferma il presidente di Amina, Iacopo Chelazzi.


