Economia

Fondi Ue, per Guidesi (Lombardia) la gestione deve restare regionale

Per l’assessore allo Sviluppo economico si mettono a rischio la funzionalità delle Regioni e la crescita economica

di Flavia Carletti

BERLAYMONT SEDE COMMISSIONE UE  BANDIERA  BANDIERE

2' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - «Se i fondi europei di coesione dovessero realmente passare da una gestione regionale a una centralizzata da parte dello Stato verrebbe decretata la fine delle Regioni e soprattutto ci sarebbe un freno alla crescita economica nazionale, basti pensare l’incidenza della Lombardia sul Pil nazionale». L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, lancia l’allarme in merito alla possibile riforma dei finanziamenti europei, che attualmente sono destinati direttamente alle Regioni. La questione riguarda la prossima programmazione del bilancio pluriennale europeo 2028-2034, che la Commissione Ue dovrebbe presentare ufficialmente a metà luglio e su cui sono cominciate le prime discussioni. Un terzo del bilancio comunitario è ad oggi rappresentato dai fondi di coesione, che Bruxelles assegna alle Regioni. Un primo tema di preoccupazione è che questa cifra appare già destinata a ridursi per effetto dell’allargamento. Inoltre, potrebbe essere ulteriormente tagliata per finanziare la difesa europea. Il rischio più grande, tuttavia, secondo la Lombardia, è relativo alla gestione di quei fondi, ovvero il passaggio da una gestione regionale a un Piano nazionale per ogni Stato membro che provvederebbe poi alla ripartizione sul modello del Pnrr.

Con gestione statale freno a territorio più produttivi

«Una governance diversa, quindi nazionale, provocherebbe il freno alle economie delle Regioni più produttive e ai servizi rivolti ai cittadini. Per esempio, per la sola Lombardia significa il venir meno di specifici supporti a oltre 900mila partite Iva. Se il paese non vuole fare a meno delle influenze positive economiche delle Regioni più produttive, come la Lombardia, deve permettere a queste stesse regioni di continuare a incidere sulla crescita, sull’innovazione, e questo oggi accade grazie alle risorse europee gestite delle Regioni. Se questo non dovesse più accadere è chiaro che si frenerebbe la Lombardia e quindi si frenerebbe tutta l’Italia», conclude il responsabile lombardo dello Sviluppo economico.

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