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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Si sono concluse le prime tre serate del Festival dei Giornalisti del Mediterraneo. Quest’anno l’edizione è arrivata al diciottesimo anniversario. Una ricorrenza importante, che si perfeziona in un anno quanto mai complicato per chi ha fatto della decodifica della realtà una professione: «La sfida, infatti, è quella di tenere ferme le regole eterne del giornalismo - il racconto della verità, da perseguire in scenari spesso indecifrabili - rimanendo però agganciati ai tempi e alle situazioni dell’attualità», spiega il patron del Festival, Tommaso Forte. Senza tradire la necessità di riportare fatti inequivocabili, ma neppure l’esigenza di utilizzare i moderni mezzi comunicativi, che consentono di raggiungere in tempo reale platee inusitate di lettori. Così nella prima serata si sono toccati i temi del vicinato e in particolare i rapporti con i Balcani e della sicurezza dei giornalisti. La seconda serata ha invece previsto un lungo panel dedicato alla legalità. Tra i protagonisti sul palco la giudice Maria Francesca Mariano, il prefetto Lecce, Domenico Manno, da sempre impegnato contro estorsioni, usura ed abusività e don Antonio Coluccia impegnato ora nelle periferie di Roma. Al termine dell’incontro, il Padre ai media vaticani ha voluto rivolgere un pensiero soprattutto ai giovani, citando don Bosco: «Oggi più che mai c’è bisogno di abitare la vita dei nostri ragazzi, bisogna entrare nella loro logica come diceva il santo piemontese», ed è fondamentale «portare valori, essere nel loro tempo, anche se oggi sembra essercene sempre troppo poco». Ma cosa è che muove davvero verso la legalità? L’inasprimento delle sanzioni, l’ascolto, l’esempio? «Credo sia l’esempio il primo punto. Gesù Cristo è il primo ad aver dato l’esempio ed i ragazzi hanno bisogno di questo». Quindi un monito: «Anche quando c’è una grande operazione delle forze dell’ordine, dobbiamo comunque essere attenti perchè l’attività repressiva ci dice che sul territorio è mancata la prevenzione, ovvero l’attività educativa».
La seconda serata ha poi visto un panel specifico sul futuro del Mediterraneo, un dialogo tra Claudio Antonelli, vice direttore di 24Ore NextMed e la giornalista Marianna Balfour. Tanti i punti toccati, dall’importanza della formazione a quella della sicurezza fino alle nuove alleanze che si stanno formando in Medioriente e che investiranno nei prossimi mesi gli equilibri del Mare Nostrum. Dall’alleanza militare tra Grecia e Israele, fino a quella tra Pakistan, Turchia e Arabia Saudita. Un dialogo basato sui numeri e sui dati per evitare di seguire lo storytelling bipolare che troppo spesso investe i media generalisti e soprattutto il mondo dei social.
Il festival, un appuntamento che ha ospitato in questi diciotto anni oltre 1.000 tra giornalisti, analisti, istituzioni e accademici, è da sempre uno spazio di confronto sugli scenari geopolitici in atto nel bacino del Mediterraneo e nell’area europea, nonché sulle trasformazioni in corso nel mondo dell’informazione, alla luce di una sempre più radicata e massiccia presenza nelle nostre vite dell’intelligenza artificiale, «fatto che espone l’umanità a sfide sempre nuove», spiega ancora Forte.
Mercoledì 3 settembre, due i panel di rilievo. Il primo ha visto protagonista Shelly Kittleson, giornalista freelance, rapita lo scorso marzo in Iraq e liberata dopo una settimana. Intervenuta al panel sul tema «Crisi del diritto internazionale: guerra, giustizia globale e nuove asimmetrie di potere» assieme a Shervin Haravi, avvocato esperta di Iran; Stefano Polli, già vice direttore dell’Ansa. A seguire, il panel «Diplomazia cattolica e scenari globali: mediazione, pace e conflitti internazionali». Tra gli altri intervenuti l’Arcivescovo di Otranto, Francesco Neri.
Stasera la chiusura dell’evento con la consegna dei premi Caravella del Mediterraneo. Riconoscimenti destinati a Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista “Limes”; a Iacopo Luzi, corrispondente dalla Casa Bianca; al generale Armando Franza, comandante del reparto aeronavale Puglia; alla giornalista Lucia Esposito, sotto scorta per le sue inchieste sulla camorra; al giornalista palestinese Alhassan Selmi; a Claudio Antonelli, vicedirettore di “24Ore NextMed” e a Leonardo Zellino, inviato del Tg1.