L’iniziativa

Flotilla, Procura di Roma indaga per sequestro di persona

All’attenzione dei pm di piazzale Clodio sono arrivate tre esposti tra cui due che riguardano la posizione degli attivisti Thiago de Avila e Saif Abukeshek attualmente detenuti in carcere che sono stati prelevati mentre si trovavano a bordo di imbarcazioni italiane

di Redazione Roma

Aggiornato il 4 maggio 2026, ore 11:00

Flotilla, le testimonianze degli attivisti trattenuti a Creta

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La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per sequestro di persona in relazione all’abbordaggio da parte delle autorità israeliane delle 22 barche della Global Sumud Flotilla avvenuto la notte del 29 aprile al largo di Creta in acque internazionali.

All’attenzione dei pm di piazzale Clodio sono arrivate tre esposti tra cui due che riguardano la posizione degli attivisti Thiago de Avila e Saif Abukeshek attualmente detenuti in carcere che sono stati prelevati mentre si trovavano a bordo di imbarcazioni italiane.

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A Roma è aperto da tempo un fascicolo relativo alla prima missione verso Gaza dell’autunno scorso. Nel procedimento il pm Stefano Opilio, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, procede contro ignoti per i reati di sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio. Gli inquirenti per questo procedimento inoltreranno una richiesta di rogatoria ad Israele.

Intanto restano in carcere de Avila e Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati durante l’abbordaggio delle 22 barche della missione diretta a Gaza mentre navigavano al largo di Creta. Il Tribunale di Ashkelon ha prorogato di due giorni, dunque fino a martedì 5 maggio, la loro detenzione nel carcere di Shikma. Sono comparsi domenica 3 maggio in Aula per l’udienza. Nelle immagini riprese dall’Afp appaiono mentre vengono scortati in Aula con le catene ai piedi e Thiago con le mani ammanettate dietro la schiena. Intanto Israele respinge le accuse di averli torturati: parla di «false e infondate affermazioni preparate in anticipo» e aggiunge che sono stati «costretti» a usare la forza.

I due attivisti avevano avviato uno sciopero della fame dopo aver denunciato episodi di violenza subiti durante la detenzione.

Mentre ha fatto rientro in Italia Tony La Piccirella, uno degli attivisti italiani tenuto in isolamento sulla nave cargo che li ha trasportati in Grecia. Il suo volo è atterrato a ora di pranzo all’aeroporto di Fiumicino. «Noi continuiamo: ci stiamo riorganizzando - ha assicurato - Continuiamo finché i nostri governi non troveranno la loro spina dorsale e pongano fine a tutti gli accordi che abbiamo con Israele, per fare gli interessi del popolo palestinese, del popolo italiano e di tutti i popoli che vogliono vivere in pace, solidarietà e giustizia».

Nel frattempo Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha proposto una «denuncia collettiva di tutti i parlamentari italiani . Meloni smetta di coprire Netanyahu - ha attaccato - e dimostri nei fatti la discontinuità che proclama a parole». Il deputato Pd Arturo Scotto ha parlato, invece, di «un accanimento senza precedenti su attivisti che hanno partecipato a una missione umanitaria».

Lo sbarco a Creta

Gli attivisti della Global Sumud Flotilla per Gaza intercettati dalle forze israeliane in acque internazionali sono sbarcati nel sud-est dell’isola di Creta. Scortati dalla guardia costiera greca 173 attivisti sono saliti su quattro autobus diretti verso una destinazione non specificata dalle autorità. Ma all’appello mancavano due di loro, ossia appunto Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, portati in Israele per essere interrogati. Israele li sospetta di “attività sospette”. La Global Samud Flotilla ha chiesto al governo italiano di condannare l’accaduto e assistenza legale per rilascio attivisti.

In una nota il ministero degli Esteri israeliano ha spiegato che «Saif Abu Keshek, membro di spicco del Pcpa (organizzazione designata e sanzionata dagli Stati Uniti come copertura di Hamas), e Thiago Ávila, che opera con il Pcpa ed è sospettato di attività legali, sono arrivati in Israele. Saranno trasferiti per essere interrogati dalle autorità di polizia. Entrambi riceveranno una visita consolare dai rappresentanti dei rispettivi paesi in Israele».

I legali: attivisti vittime di violenza in Israele

Ma sono i legali di Thiago Avila e Saif Abukeshek a denunciare «violenze fisiche e detenzione prolungata in posizioni forzate da parte delle forze militari israeliane durante i due giorni trascorsi in mare». Lo hanno riferito appena concluso una visita al carcere di Shikma in un comunicato diffuso dalla Global Sumud Flotilla. Thiago e Saif, che nella mattina di domenica dovrebbero comparire in tribunale per un’udienza di proroga della loro detenzione, hanno dichiarato di essere in sciopero della fame.

L’appello di Greta Thunberg: subito il rilascio

Alla richiesta di rilascio si è unita anche Greta Thunberg in un video sul suo profilo Instagram. Israele «deve rilasciare immediatamente» Thiago Avila e Saif Abu Keshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla fermati e portati nel Paese per essere interrogati, ha sostenuto. «È stato confermato che sono stati torturati», ha aggiunto la giovane, ricordando che il primo è un cittadino brasiliano e il secondo un palestinese «con cittadinanza svedese e spagnola» e sostenendo che siano stati «detenuti sulla base di accuse false». Thunberg ha anche invocato interventi “immediati” in loro supporto da parte dei governi di Spagna e Svezia. «L’altro giorno Israele ha intercettato illegalmente oltre 20 imbarcazioni civili», ha anche denunciato Thunberg, affermando che alcuni degli attivisti fermati, poi quasi tutti sbarcati a Creta, “sono stati picchiati così tanto da dover poi essere portati in ospedale

L’iniziativa davanti alla Farnesina

«Thiago Avila e Saif Abukeshek sono stati rapiti mentre navigavano su imbarcazioni battenti bandiera italiana. La responsabilità politica e legale è in capo al nostro governo. Chiediamo che il governo italiano si adoperi per l’immediato rilascio degli attivisti e di tutti i prigionieri politici palestinesi». È la richiesta della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, che fin la mattina di sabato 2 maggio ha predisposto un presidio davanti alla Farnesina aperto a tutta la cittadinanza, per sollecitare anche l’interruzione dei rapporti con Israele, le sanzioni e l’embargo.

In tarda mattinata si è svolta una conferenza stampa a cui ha partecipato Maria Elena Delia, portavoce di Global Sumud Italia. Si è parlato tra l’altro dell’esposto urgente depositato dal team legale presso la Procura di Roma e delle azioni giudiziarie avviate in sede nazionale e internazionale, della situazione a Creta, delle condizioni dei partecipanti ricoverati in ospedale e degli aggiornamenti relativi ai rimpatri.

Gli attivisti: la missione riparte e saremo ancora di più

«La Flotilla riparte. Useremo questi giorni per sistemare tutto e per rimettere a posto le barche. Abbiamo compagni dalla Grecia, dall’Italia, dalla Spagna dall’Olanda e da tutta Europa che si sono mobilitati per venire qui». Ad affermarlo è stato Luca, un attivista in collegamento dalla Grecia, durante la conferenza stampa della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla davanti alla Farnesina. «Abbiamo preso tutte le precauzioni che dovevamo prendere, siamo in contatto con le autorità - ha aggiunto -. Ripartiremo e saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti dalla Sicilia. Se prima avevamo un milione di motivi per andare a Gaza, ora ne abbiamo uno in più» ha affermato.

La portavoce italiana: prelevati illegalmente

Avila e Abukeshek, ha sottolineato Delia in conferenza stampa, «erano a bordo di una barca taliana. Questo significa, per il diritto del mare, averli prelevati illegalmente da Roma. Le barche erano a 20 miglia da Creta, in acque internazionali ma di competenza greca. È grave non per gli attivisti ma per l’Europa». «Chiediamo che vengano liberati: è una questione giuridica - ha aggiunto - Se si consente di rapirli in acque internazionali da una barca battente bandiera italiana è una ulteriore escalation di una sistematica e impunita violazione del diritto internazionale. Chiediamo a tutti di agire e mobilitarsi, di creare presidi permanenti. Thiago e Saif rappresentano i 10mila prigionieri palestinesi. Chiediamo che si intervenga per la liberazione di tutti e che ci sia un atteggiamento vigile per chiedere che venga fatta giustizia».

Ricorso alla Cedu contro Italia, avrebbe dovuto proteggere attivisti

Il team legale della Global Sumud Flotilla ha depositato nella notte un ricorso urgente alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro lo Stato italiano nell’interesse di Saif Abukeshek Abdelrahim e Thiago de Avila. Il ricorso evidenzia la «responsabilità» dell’Italia come Stato di bandiera della nave “Eros 1” su cui si trovavano i due attivisti al momento della loro “intercettazione». «In base alla giurisprudenza consolidata della Corte di Strasburgo e al diritto internazionale del mare - scrivono - l’Italia esercitava giurisdizione sui soggetti a bordo ed era quindi tenuta ad adottare tutte le misure necessaria per prevenire violazioni prevedibili dei diritti fondamentale. Non è stata adottata alcuna misura effettiva di protezione nè è stato avviato alcun intervento idoneo a impedire o interrompere la violazione in corso» nonostante le «autorità italiane fossero state tempestivamente informate del rischio concreto e imminente per la vita e l’integrità fisica degli attivisti». Con la procedura urgente prevista dall’articolo 39 del Regolamento Cedu si chiede di «accertare il luogo di detenzione dei due attivisti», garantirne «l’integrità fisica e psicologica», assicurare «l’accesso alla difesa» e «impedire ulteriori trasferimenti o forme di isolamento».

Il racconto dell’accaduto

«Sono saliti a bordo delle nostre barche con i fucili spianati, erano più aggressivi dell’altra volta. Io mi trovavo sull’ultima imbarcazione intercettata: hanno rotto vele, motore e l’hanno dirottata verso la nave militare cargo dove ci hanno costretto a salire. Eravamo 181». Così il racconto di Tony La Piccirella, uno degli attivisti italiani fermati l’altra notte nell’abbordaggio delle barche della Global Sumud Flotilla al largo di Creta, riportato all’agenzia Ansa. «Dopo qualche ora io e altri cinque attivisti siamo stati messi in isolamento - aggiunge - sono stato in un container completamente chiuso, come una cella. Lì sono rimasto una trentina di ore. C’erano solo due tatami a terra. Gli altri 175 compagni erano nell’atrio dove entrava acqua e non c’erano coperte. Ventuno attivisti, tra cui anche donne, sono state picchiate. Tre sono rimasti feriti in modo grave e uno di loro è ancora ricoverato in ospedale». Poi l’attivista ha sottolineato che le operazioni di sbarco sono avvenute «sotto l’osservazione della guardia costiera greca». «Anche in quelle fasi ci sono stati dei pestaggi perché abbiamo cercato di rimanere fino alla liberazione di Thiago e Saif». Per La Piccirella, «quello che è accaduto è un passo oltre. Non si tratta più di blocco navale alle 100 miglia - dice - ma si è esteso a tutto il Mediterraneo. Si tratta della dimostrazione concreta che se il diritto muore in Palestina muore dappertutto».

Madrid: arresto attivista spagnolo è illegale

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha dichiarato in un’intervista a Catalunya Ràdio che la detenzione da parte di Israele dell’attivista spagnolo della Global Sumud Flotilla, Saif Abu Keshek, è «illegale». «Voglio essere molto chiaro: abbiamo a che fare con una detenzione illegale avvenuta in acque internazionali, al di fuori della giurisdizione delle autorità israeliane», ha dichiarato.

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