Festival dell’economia di Trento

Fitto: basta polemiche strumentali, su spending Comuni ci sarà confronto

Raffaele Fitto evita attacchi diretti al titolare dell’Economia dopo l’anticipazione sul Sole 24 Ore della bozza di decreto Mef-Interno che modula la spending review dei Comuni, prevista dalla legge di bilancio, in relazione ai fondi Pnrr ottenuti dalle amministrazioni locali

di Manuela Perrone

2' di lettura

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«I ministri Giorgetti e Piantedosi hanno proposto uno schema di decreto e, come tutti i provvedimenti, sarà oggetto di un confronto e verranno esaminati ulteriori problemi, ma la discussione in corso in questi giorni è molto strumentale».

Raffaele Fitto evita attacchi diretti al titolare dell’Economia dopo l’anticipazione sul Sole 24 Ore della bozza di decreto Mef-Interno che modula la spending review dei Comuni, prevista dalla legge di bilancio, in relazione ai fondi Pnrr ottenuti dalle amministrazioni locali. E intervenendo al Festival dell’economia di Trento sceglie, invece, di replicare all’opposizione che, Elly Schlein in testa, accusa la premier Giorgia Meloni di essere «regina dell’austerità» e definisce «molto gravi i tagli che il suo Esecutivo sta facendo ai Comuni: 250 milioni».

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Il ministro per il Pnrr ricorda come la spending locale sia figlia di una norma della legge di bilancio che «esclude esplicitamente dalla riduzione di spesa tutti i fondi comunali per il sociale e gli asili», contestando alla radice la versione di Schlein secondo cui «con il Piano si possono costruire i muri degli asilo nido ma con i tagli di Meloni non ci saranno le risorse per gli educatori e per le educatrici».

Sul metodo voluto da Giorgetti, però, ossia sulla decisione di imporre tagli maggiori a chi ha ricevuto più risorse Pnrr non si sbilancia. Promette soltanto di “ascoltare” le ragioni dei sindaci, in trincea contro quello che considerano un meccanismo punitivo per le amministrazioni più efficaci sul Pnrr.

Quanto allo stato di avanzamento del Piano - finora gli obiettivi centrati sono 230, ne mancano 387 - Fitto rivendica di aver condotto in porto la revisione e ha invitato a guardare “il bicchiere mezzo pieno”: il cronoprogramma degli interventi finora è stato rispettato, le prime quattro rate sono state incassate, la quinta da 10,6 miliardi “è questione di giorni, stiamo lavorando”. E anche sui 37 obiettivi da raggiungere al 30 giugno per incassare la sesta rata da 8,5 miliardi il ministro si dice “ottimista”.

«La scommessa sul Pnrr riguarda non solo l’Italia, ma l’Europa», avverte Fitto. E tiene anche a sottolineare come sia stata l’Italia a chiedere di utilizzare tutta la quota a debito (122 miliardi). Una responsabilità in più per attuarlo senza ritardi, badando “alla qualità della spesa”. Proprio per garantire un monitoraggio accurato e responsabilizzare i soggetti attuatori sui territori si istituirà domani la prima cabina di coordinamento con le prefetture prevista dal decreto Pnrr-quater.

Preoccupazioni per infiltrazioni ed eventuali inchieste che potrebbero bloccare cantieri Pnrr? Fitto rammenta il rafforzamento del Comitato anti-frodi Ue per estendere le attività di prevenzione anche al Piano e ne approfitta per richiamare il dibattito pubblico a serietà e correttezza: “Si è parlato a lungo della diga di Genova, senza però evidenziare che è un’opera finanziata dal Piano nazionale complementare e non da fondi Pnrr”.

Guardando alle elezioni europee, infine, Fitto afferma che ogni valutazione sulle alleanze - e dunque su un eventuale sostegno a Ursula von der Leyen del gruppo dei conservatori Ecr presieduto da Meloni - è rimandato a dopo il voto. E anche sull’ipotesi di una sua nomina a commissario la risposta è diplomatica e attendista: “Il Governo farà le scelte che riterrà più utili per il Paese”.

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