Fisco primo nemico della transizione ecologica
Anche per la nobile causa dell’auto elettrica non c’è alcuno spazio per imporre questa soluzione alle flotte italiane che il nostro Fisco, a differenza di quello degli altri paesi europei, ha già spremuto fino all’osso
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Nel Piano di azione per la transizione energetica presentato il 5 marzo a Bruxelles si prevede anche, secondo l’Ansa, «che entro l’anno arriverà una proposta per elettrificare le auto delle flotte aziendali che oggi rappresentano il 60% del parco auto della Ue». Che l’Unione europea si ricordi delle auto delle flotte aziendali è sicuramente lusinghiero per il settore. Occorrerà però vedere quali strumenti utilizzerà per diffondere l’elettrico nelle “flotte aziendali” che se possiedono il 60% del parco auto della Ue sono composte non solo dalle flotte delle aziende, ma anche da tutte le auto che vengono acquistate non da privati ma da enti o persone che utilizzano l’auto per lavoro o anche per lavoro.
Se questa è la lettura corretta della dizione “flotte aziendali” per l’Italia notiamo subito una discrepanza perché in Italia le “flotte aziendali” non si aggiudicano attualmente il 60% delle immatricolazioni, ma soltanto il 42%. Le ragioni del divario tra Italia e il resto dell’Unione europea sono state più volte analizzate e discusse sulle pagine del Sole 24 Ore. La quota dell’Italia è più bassa perché, nel nostro Paese, a differenza che in tutti gli altri paesi dell’Unione l’acquisto, la proprietà e l’uso delle auto per lavoro è fortemente penalizzata da una fiscalità vorace e ulteriormente inasprita proprio di recente.
Fatta questa precisazione, occorre subito dire che l’attenzione dell’Unione europea per rendere verdi le flotte aziendali appaga la nostra sensibilità ecologica, ma in Italia non c’è spazio per imporre l’acquisto di auto elettriche alle auto utilizzate per lavoro perché, come abbiamo appena detto e ribadiamo, la fiscalità ha già penalizzato tutto il penalizzabile.
C’è invece ampio spazio per agevolare con incentivi generosi l’acquisto e l’utilizzazione di auto elettriche da parte delle aziende e degli altri operatori economici che utilizzano le auto per lavoro. Le esperienze fatte in Italia per sostenere l’acquisto di auto elettriche da soggetti che le utilizzano per lavoro, o anche per lavoro, non hanno dato risultati positivi. E’ evidente quindi che se si vorrà seguire la strada indicata dall’Unione europea per la transizione energetica per le auto delle flotte occorrerà un poderoso sforzo di fantasia e stanziamenti molto generosi per mettere a punto un sistema di incentivazioni che possa indurre acquirenti e utilizzatori di auto per lavoro ad abbandonare le alimentazioni tradizionali per passare alle soluzioni autorevolmente prescritte dall’Unione europea. Lo abbiamo appena detto, ma è bene ribadire, che anche per la nobile causa dell’auto elettrica non c’è alcuno spazio per imporre questa soluzione alle flotte italiane che il nostro Fisco, a differenza di quello degli altri paesi europei, ha già spremuto fino all’osso.


