Decreto accise ter

Fisco, più tempo per la rottamazione di Comuni ed enti locali. Estesa la stretta sul telemarketing

Ok in commissione Finanze al Senato allo slittamento dal 30 giugno al 31 luglio per le decisioni degli enti locali. Cambia anche il calendario per le domande dei contribuenti

di Marco Mobili e Giovanni Parente

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Via libera alla revisione del calendario della rottamazione quinquies per Comuni ed enti locali. Il tempo a disposizione per le delibere viene ampliato di un mese: con la deadline che passa dal 30 giugno al 31 luglio. Più ampio lo stop al telemarketing selvaggio: la stretta alle chiamate commerciali viene estesa anche al settore delle telecomunicazioni. Arriva il credito d’imposta contro il caro carburante anche per l’autotrasporto passeggeri su autobus. Sono le ultime modifiche approvate dalla commissione Finanze del Senato al decreto accise ter, in cui è confluito anche il decreto accise quater (che contiene anche la proroga dei versamenti delle partite Iva soggette a Isa e collegate fino al 20 luglio e poi dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione allo 0,8%). Il provvedimento ora si prepara all’esame dell’Aula di Palazzo Madama dal pomeriggio di mercoledì 10 giugno.

Più tempo per la rottamazione di multe e imposte dei Comuni

Sul filo di lana arriva anche l’attesa approvazione delle modifiche al calendario della rottamazione quinquies per multe, tributi ed entrate patrimoniali di Comuni e altri enti locali. La modifica si è resa necessaria per non chiudere la porta a quei Comuni interessati dal rinnovo di consigli e giunte nell’ultima tornata di amministrative. Le principali modifiche riguardano lo spostamento del termine per le decisioni degli enti dal 30 giugno al 31 luglio e, allo stesso tempo, la revisione del calendario per la dichiarazione dei contribuenti interessati (la finestra diventerebbe dal 16 ottobre al 15 dicembre) e del termine per la prima o unica rata (secondo la proposta diventerebbe il 31 marzo invece del 31 gennaio 2027)

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Ampliato lo stop al telemarketing selvaggio

Tra le altre modifiche approvate, il divieto di telefonate commerciali indesiderate introdotto ad aprile dal decreto bollette per l’energia e il gas viene ora allargato anche alle telecomunicazioni. L’emendamento approvato dalla commissione Finanze è stato approvate nonostante il Governo non abbia dato parere favorevole. La formulazione nel testo 2 che ha ottenuto il via libera dei senatori mantiene l’impianto della stretta adottato ad aprile che prevede che il professionista possa contattare il consumatore per telefono, anche mediante l’invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata direttamente al professionista oppure nel caso in cui il contatto sia stato effettuato nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso a ricevere proposte commerciale. Prevede inoltre che le chiamate debbano essere effettuate da un professionista con un numero che lo identifichi univocamente. In caso contrario i contratti sono nulli. Con il testo approvato le norme si applicano anche ai servizi di telecomunicazioni.

Era stata presentata in commissione una terza versione dell’emendamento che non prevedeva la possibilità di chiamate qualora vi fosse stata richiesta o consenso da parte del consumatore nè il numero univoco per i professionisti, ma non è stata posta al voto. «È un segnale importante a tutela dei cittadini, spesso bersaglio di telefonate invasive e ingannevoli. Un impegno che la Lega aveva preso già nel decreto fiscale. Continueremo a lavorare per garantire regole più efficaci contro le molestie commerciali» piegano in una nota i senatori della Lega Massimo Garavaglia, presidente della commissione Finanze, e Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Attività produttive in relazione all’emendamento approvato.

Ok al credito d’imposta autotrasporto autobus

Via libera al credito di imposta per l’autotrasporto dei passeggeri su autobus chiesto con emendamenti bipartisan di Lega, Forza Italia e M5 (riformulato). È stato invece ritirato l’emendamento della Lega che escludeva sanzioni per i benzinai in caso di omessa, errata o tardiva trasmissione dei dati sui corrispettivi giornalieri in caso di discrepanze fra i pagamenti elettronici effettuati e quelli comunicati non superiori al 5 per cento.

Il ravvedimento speciale per le partite Iva diventa ordine del giorno

Ritirato per problemi di copertura l’emendamento di Forza Italia al Dl accise ter che prevedeva un ravvedimento speciale, ossia la sanatoria sul passato, per le partite Iva che aderiranno al biennio 2026-2027 del concordato preventivo biennale. Molto probabilmemente l’intervento diventerà un ordine del giorno con l’impegno a trovare spazio in un altro provvedimento. L’emendamento ritirato, a prima firma di Claudio Lotito, prevedeva per i soggetti Isa che aderiscono al concordato per il biennio 2026-2027, anche rinnovando l’adesione al biennio 2024-2025, che potessero sfruttare la sanatoria per i periodi d’imposta dal 2020 al 2024, versando l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali e dell’Irap.

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