Pacchetto Vida

Fisco, dalla fattura elettronica agli affitti brevi come cambia l’Iva

Al debutto il nuovo pacchetto di misure volute dall’Unione europea per ridurre l’evasione e gli oneri burocratici

di Giovanni Parente e Benedetto Santacroce

Affitti brevi tramite piattaforme online, in arrivo l’Iva anche per i privati<br/>

3' di lettura

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L’Unione europea cambia l’Iva. L’evoluzione digitale in corso è il traino per modificare gli adempimenti legati ai versamenti e alla riscossione dell’imposta. L’obiettivo è duplice. Da un lato, cercare di recuperare sull’evasione dell’imposta sul valore aggiunto (il cosiddetto Vat gap), che l’ultimo rapporto della commissione Ue ha calcolato in circa 89,3 miliardi complessivamente tra tutti i Paesi comunitari a fine 2022. Dall’altro, alleggerire gli oneri burocratici che gravano soprattutto sulle Pmi, le piccole e medie imprese, chiamate a una serie di adempimenti gravosi sia in termini di risorse finanziarie assorbite sia di mancata possibilità di concentrarsi sulla crescita. Temi che saranno oggetto del Focus Norme e tributi in edicola giovedì 17 aprile insieme al quotidiano, al prezzo complessivo di 3 euro.

E-commerce, partita Iva semplificata per chi opera con l’estero<br/>

Un percorso lungo almeno dieci anni

Il tentativo di cambiare rotta è contenuto nel pacchetto Vida (Vat in the digital age), composto da una direttiva e due regolamenti. Il cuore pulsante è proprio la direttiva che traccia la traiettoria da seguire nei prossimi dieci anni. Lo start è fissato per oggi - lunedì 14 aprile 2025 -, data dalla quale entra in vigore e che segna già un primo spartiacque importante. Tutti gli Stati dell’Unione potranno adottare sistemi interni di fattura elettronica senza passare dalla richiesta di autorizzazione preventiva della Commissione Ue.

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Arriva la nuova Iva: ecco dove scatterà la fattura elettronica

Italia già in prima fila

Una digitalizzazione su cui l’Italia ha giocato in largo anticipo, con l’obbligo generalizzato scattato proprio nel 2019. E che secondo gli ultimi dati disponibili ha visto transitare dal Sistema di interscambio (Sdi) delle Entrate ben 2,4 miliardi di documenti emessi da 4,8 milioni di operatori con partita Iva.

Dalla Germania alla Spagna novità in arrivo

Ora però altri grandi partner europei si stanno incamminando nello stesso solco, agevolati dal fatto che con la direttiva Vida il processo di fatturazione elettronica per le operazioni interne non soggiace più ad alcun vincolo autorizzativo. Ad esempio, la Germania dal 1° gennaio 2025 ha avviato l’emissione volontaria di fatture elettroniche strutturate ma tutte le aziende dovranno essere in grado di riceverle; il progetto proseguirà dal 1° gennaio 2027 con l’obbligo di e-fattura strutturata per contribuenti con un fatturato superiore a 800mila euro mentre dal 1° gennaio 2028 l’obbligo di e-fattura strutturata varrà per tutti i contribuenti a prescindere dal fatturato.

In Spagna, tanto per fare un altro esempio, è in definizione una prima fase dal 2027 per grandi contribuenti (fatturato superiore a 8 milioni) e una seconda dal 2028 per tutti gli altri contribuenti.

La svolta del luglio 2030

Ma una vera e propria svolta si profila da luglio 2030. Oltre al sistema di comunicazione digitale delle operazioni intra Ue, di fatto ci sarà un allineamento dei dati richiesti dai singoli Stati dell’Unione per le operazioni nazionali. Di fatto significa una fattura elettronica interna con gli stessi standard e le stesse “richieste” di informazioni che semplificherà il compito delle imprese che operano in più Paesi.

Arriva la partita Iva unica europea

Nel percorso delle semplificazioni va poi annoverata la partita Iva unica europea (Svr: single Vat registration) anche per le operazioni realizzate in altri Stati membri destinata a rendere più agevole il compito per gli operatori dell’e-commerce.

Piattaforme online con Iva anche per i privati

Un’altra novità anche se non immediata riguarda il mondo dei servizi tramite piattaforme online. Anche i privati saranno soggetti a Iva per i contratti di affitti brevi e per il trasporto di persone nel caso forniscano i servizi tramite una piattaforma digitale. Sarà la piattaforma a liquidare l’imposta secondo la regola del «prestatore presunto». Le nuove regole saranno operative dal 1° luglio 2028, ma gli Stati membri potranno adeguarsi tra il 1° luglio 2028 e il 1° gennaio 2030.

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