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Ascoltalo oradi Marco Mobili
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Adempimenti fiscali sempre più digitalizzati per il Fisco italiano. A partire dalle dichiarazioni che i contribuenti devono inviare all’amministrazione finanziaria. Nell’ultimo anno gli uffici dell’agenzia delle Entrate tra modelli 730 precompilati, quelli automatizzati per affitti o per le successioni hanno ricevuto dai contribuenti quasi 7 milioni di modelli direttamente online. E dal bilancio 2023 dell’Agenzia mancano ancora i dati dei 2,4 milioni di dichiarazioni Iva precompilate, ultime arrivate in ordine di tempo, messe a disposizione dei contribuenti il 10 febbraio 2023.
Il primo modello a viaggiare online con i dati direttamente inseriti dal Fisco è stato il modello 730 per le dichiarazioni dei redditi di dipendenti e pensionati. Su 20,3 milioni di modelli messi a disposizione dei cittadini nel 2017 quelli inviati all’amministrazione finanziaria erano 2,3 milioni. I dati contenuti erano quelli delle Certificazioni uniche, quelli del catasto e alcune delle spese detraibili e deducibili. Oggi a fine 2023 i 730 fai da te restituiti direttamente dai contribuenti hanno toccato i 4,5 milioni e i modelli precompilati presentati sono stati 23,9 milioni. I dati gestititi con la precompilata di dipendenti e pensionati sono circa 60 milioni.
La dichiarazione precompilata Iva ha un ruolo strategico anche tra gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Con un ruolo strategico, quello di spingere i contribuenti alla compliance per far cresce l’adempimento spontaneo dei circa 5 milioni di partite Iva attive in Italia. Nel 2021 il Fisco è partito con le prime bozze precompilate dei registri Iva con i dati delle fatture elettroniche e delle comunicazioni transfrontaliere. Da febbraio dello scorso anno la precompilata Iva per il 2023 è disponibile sul web per 2,4 milioni di soggetti, come chiedeva il Pnrr.
In poco tempo la digitalizzazione della denuncia di successione ha ribaltato completamente il flusso di dichiarazioni inviate al Fisco tra quelle cartacee e quelle telematiche. La carta nel 2017 era utilizzata in quasi 565mila casi contro le 40mila che viaggiavano in via telematica. A fine 2023 il rapporto è esattamente ribaltato. Quelle telematiche inviate dagli eredi al Fisco sono quasi 568mila e il cartaceo conta poco più di 44mila denunce. La dichiarazione, ormai precompilata in parte con i dati in possesso dell’Agenzia consente al contribuente di chiedere in automatico la voltura catastale on line senza doversi recare negli uffici. La trascrizione della dichiarazione e il risultato della voltura catastale sono direttamente notificati via web.
L’effetto della telematica sugli adempimenti del Fisco è evidente soprattutto nella registrazione dei contratti di locazione. Oggi le registrazioni online degli affitti coprono il 92,3 degli adempimenti: su 1,84 milioni di atti un milione e settecentomila arriva al Fisco direttamente online. Un vantaggio in termini di semplificazioni e di procedure non solo per gli uffici ma anche per i contribuenti che con la registrazione telematica scatta anche l’addebito automatico sul conto corrente. Un salto quasi del 30% in più rispetto al 2017 quando le registrazioni online erano il 63% del totale.