Adempimenti

Fisco 4.0: dal 730 agli affitti, quante dichiarazioni sono diventate online

È sempre più addio alla carta per le denunce da inviare al Fisco. La telematica è al 92% per le locazioni e dipendenti e pensionati inviano direttamente 4,5 milioni di modelli

di Marco Mobili

Illustrazione di Giorgio De Marinis / Il Sole 24 Ore

2' di lettura

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Adempimenti fiscali sempre più digitalizzati per il Fisco italiano. A partire dalle dichiarazioni che i contribuenti devono inviare all’amministrazione finanziaria. Nell’ultimo anno gli uffici dell’agenzia delle Entrate tra modelli 730 precompilati, quelli automatizzati per affitti o per le successioni hanno ricevuto dai contribuenti quasi 7 milioni di modelli direttamente online. E dal bilancio 2023 dell’Agenzia mancano ancora i dati dei 2,4 milioni di dichiarazioni Iva precompilate, ultime arrivate in ordine di tempo, messe a disposizione dei contribuenti il 10 febbraio 2023.

Il modello 730 veterano del fai da te

Il primo modello a viaggiare online con i dati direttamente inseriti dal Fisco è stato il modello 730 per le dichiarazioni dei redditi di dipendenti e pensionati. Su 20,3 milioni di modelli messi a disposizione dei cittadini nel 2017 quelli inviati all’amministrazione finanziaria erano 2,3 milioni. I dati contenuti erano quelli delle Certificazioni uniche, quelli del catasto e alcune delle spese detraibili e deducibili. Oggi a fine 2023 i 730 fai da te restituiti direttamente dai contribuenti hanno toccato i 4,5 milioni e i modelli precompilati presentati sono stati 23,9 milioni. I dati gestititi con la precompilata di dipendenti e pensionati sono circa 60 milioni.

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Con l’Iva precompilata spinta alla compliance

La dichiarazione precompilata Iva ha un ruolo strategico anche tra gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Con un ruolo strategico, quello di spingere i contribuenti alla compliance per far cresce l’adempimento spontaneo dei circa 5 milioni di partite Iva attive in Italia. Nel 2021 il Fisco è partito con le prime bozze precompilate dei registri Iva con i dati delle fatture elettroniche e delle comunicazioni transfrontaliere. Da febbraio dello scorso anno la precompilata Iva per il 2023 è disponibile sul web per 2,4 milioni di soggetti, come chiedeva il Pnrr.

La successione e le volture catastali in automatico

In poco tempo la digitalizzazione della denuncia di successione ha ribaltato completamente il flusso di dichiarazioni inviate al Fisco tra quelle cartacee e quelle telematiche. La carta nel 2017 era utilizzata in quasi 565mila casi contro le 40mila che viaggiavano in via telematica. A fine 2023 il rapporto è esattamente ribaltato. Quelle telematiche inviate dagli eredi al Fisco sono quasi 568mila e il cartaceo conta poco più di 44mila denunce. La dichiarazione, ormai precompilata in parte con i dati in possesso dell’Agenzia consente al contribuente di chiedere in automatico la voltura catastale on line senza doversi recare negli uffici. La trascrizione della dichiarazione e il risultato della voltura catastale sono direttamente notificati via web.

Per registrare gli affitti addio alla carta

L’effetto della telematica sugli adempimenti del Fisco è evidente soprattutto nella registrazione dei contratti di locazione. Oggi le registrazioni online degli affitti coprono il 92,3 degli adempimenti: su 1,84 milioni di atti un milione e settecentomila arriva al Fisco direttamente online. Un vantaggio in termini di semplificazioni e di procedure non solo per gli uffici ma anche per i contribuenti che con la registrazione telematica scatta anche l’addebito automatico sul conto corrente. Un salto quasi del 30% in più rispetto al 2017 quando le registrazioni online erano il 63% del totale.

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