F.Ire diventa benefit per fare formazione d’impatto
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di Raoul de Forcade
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«Il profitto è essenziale per fare impresa ma è altrettanto indispensabile pensare al bene comune, in un momento storico in cui l’ambiente e i rapporti sociali stanno collassando». Sono le parole con cui Pietro Jacassi, patron di F.Ire (ente privato di formazione professionale, nato nel 2000 e accreditato dalla Regione Liguria), spiega i motivi per cui ha deciso di portare l’azienda a divenire società benefit, fra le prime in Italia nel settore della formazione.
Il processo si è concluso l’11 marzo scorso, grazie a una serie di modifiche statutarie accolte dall’impresa. Le società benefit, come è noto, estendono il proprio oggetto sociale a obiettivi orientati ad avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, che integrano gli obiettivi di profitto.
Lo scopo di F.Ire, chiarisce Jacassi, è «di sviluppare formazione che contrasti la disoccupazione e aiuti le persone ad avere una sempre migliore soddisfazione nel mondo lavorativo nonché di far crescere e promuovere una nuova cultura aziendale, orientata alla sostenibilità ambientale e sociale e non solo al profitto. F.Ire, peraltro, è società di formazione e, come tale, sente ancor di più il bisogno di un approccio etico e consapevole nel proporre i propri servizi».
Ma il percorso di sostenibilità dell’impresa non si ferma qui. «Ci eravamo dati questo obiettivo - sottolinea Jacassi - e l’abbiamo raggiunto. Questo, però, è solo il primo passo di un percorso verso ciò in cui crediamo. Miriamo alla certificazione di parità di genere e, in modo ancora più specifico, alla certificazione B Corp».
Jacassi, oltre a essere proprietario dell’azienda, mette sul piatto la sua esperienza quarantennale di manager e imprenditore, prendendo su di sé la responsabilità del progetto benefit, di cui illustra gli obiettivi no profit.


