Fino al 16 marzo 2025

Fiorucci, l’omaggio di Milano con una mostra alla Triennale

In allestimento la retrospettiva che racconta come la visione di questo poliedrico creativo abbia impresso una spinta rivoluzionaria alla moda e dato al capoluogo lombardo un primato nella creatività internazionale

di Redazione Moda

2' di lettura

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Con il jeans per tutti e soprattutto il negozio di Piazza San Babila, che ha fatto storia e cambiato l’approccio all’acquisto, ha sovvertito le regole della moda diventandone un grande protagonista. A Elio Fiorucci è dedicata la mostra che apre oggi, 6 novembre 2024, alla Triennale di Milano, dove rimarrà in allestimento fino al 16 marzo 2025.

Curata da Judith Clark con progetto di allestimento di Fabio Cherstich, è la più grande e ricca di opere e documenti mai dedicata al creativo milanese, scomparso nel 2015 a ottant’anni, che viene raccontato nella sua multidimensionalità: artista, cool hunter, imprenditore con Fiorucci, marchio fondato nel 1967.

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«Abbiamo voluto riempire, proprio qui, dove il fenomeno Fiorucci è nato ed esploso, il vuoto di una formidabile amnesia - ha detto Stefano Boeri, presidente della Triennale -. Milano, grazie a Fiorucci, è stata infatti per almeno due decenni uno dei magneti delle idee più avanzate della cultura giovanile internazionale e la culla delle contaminazioni più fertili e audaci non solo tra moda, design, arte visiva e pubblicità, ma anche tra cultura e commercio. Invadendo di colori e forme la Milano cupa degli anni Settanta e poi esportando la sua cometa cromatica nel mondo, Elio Fiorucci ha dato alla sua città il regalo di un primato nella creatività internazionale».

Elio Fiorucci, a Milano una grande mostra alla Triennale

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La retrospettiva - che mette in mostra numerosi prodotti, opere d’arte e architettura, documenti dell’archivio personale Fiorucci - include ricerche sviluppate da accademici e da collaboratori che raccontano come la visione del creativo abbia rivoluzionato la moda e il marketing italiano e globale. Un ruolo importante, anche a livello di allestimento, è giocato dalla voce di Elio Fiorucci – resa attraverso registrazioni fino a ora inedite – che ripercorre alcuni momenti personali e che viene messa in dialogo con le voci di altri protagonisti della storia dello stilista, dando vita a una narrazione che si intreccia al racconto del marchio.

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